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il fatto

Quando il caldo sahariano incontra i temporali: cosa sta succedendo davvero in Sicilia

Dall’afa record sulle coste ai rovesci nell’entroterra, il meteo dell’isola non è impazzito

09 Agosto 2026, 20:58

21:00

Quando il caldo sahariano incontra i temporali: cosa sta succedendo davvero in Sicilia

Enna sotto il temporale, pioggia anche a Piazza Armerina

Prima il caldo poi il cielo che si spegne all’improvviso nel cuore dell’isola: il temporale arrivato su Enna mentre una parte della Sicilia restava sotto temperature sahariane non è un capriccio del meteo, ma il segnale di un’estate sempre più spezzata tra afa estrema e instabilità violenta. Nel giro di poche ore la Sicilia ha mostrato due facce quasi incompatibili tra loro. A Enna il cielo si è chiuso di colpo, con pioggia, lampi e tuoni; a Piazza Armerina è tornata la pioggia documentata anche da un video rilanciato dal Centro meteorologico Piazza Armerina; a Villarosa si sono registrati allagamenti nei punti più bassi e danni causati dal vento a teli, cartelloni e gazebo di attività commerciali. Nello stesso momento, però, altre aree dell’isola continuavano a convivere con temperature da piena avvezione africana. 

Non è una contraddizione: è la geografia della Sicilia, amplificata dal contesto climatico

Per capire che cosa stia succedendo davvero bisogna partire da un dato semplice: la Sicilia non reagisce al caldo in modo uniforme. Le coste, soprattutto quando entrano brezze marine, possono restare sotto un tipo di afa molto diverso da quello che si accumula nelle aree interne; l’entroterra centrale, invece, è più esposto ai forti contrasti termici tra il riscaldamento del suolo durante il giorno e l’eventuale ingresso di aria un po’ più instabile in quota. In queste condizioni, i temporali estivi possono nascere anche mentre attorno domina ancora un quadro caldo o molto caldo. La stessa Aeronautica Militare ha richiamato in questi giorni il meccanismo tipico dei temporali intensi sviluppati nelle ore più calde nelle zone montuose o più interne del Paese, un effetto che in Sicilia riguarda spesso proprio l’asse centrale e i rilievi.

In altre parole, il fatto che su Palermo, Catania, Messina o Siracusa il caldo resti opprimente mentre su Enna o Piazza Armerina scoppi un temporale non è un’anomalia assoluta presa da sola. Diventa però un segnale più interessante quando si inserisce dentro un’estate segnata da ondate di calore ripetute, temperature molto sopra la media e fasi di instabilità improvvisa. A metà luglio, per esempio, la rete Sias aveva registrato in Sicilia punte oltre i 42,5 gradi, con 42,8 °C tra Cammarata e Enna, mentre nei capoluoghi costieri i valori ufficiali risultavano più bassi ma comunque molto elevati: 37,6 °C a Palermo, 37,2 °C a Catania, 36,2 °C a Messina.

Il ruolo dell’anticiclone africano e delle infiltrazioni instabili

L’alta pressione subtropicale, quella che nel linguaggio comune viene chiamata anticiclone africano, si distende sul Mediterraneo centrale, tende a imporre stabilità, soleggiamento e temperature sopra la norma. Le previsioni mensili del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare per il periodo 10 agosto-6 settembre, descrivono proprio l’avvio della seconda decade del mese sotto un segnale positivo della pressione per la presenza del promontorio subtropicale, specificando però che questo segnale risulta meno consistente su gran parte della Sicilia rispetto ad altre zone italiane.

Il 27 luglio 2026 il Dipartimento della Protezione Civile aveva parlato, per la Sicilia, di “un’anomalia termica in quota” capace di amplificare i fenomeni d’instabilità sull’isola, con rovesci e temporali anche intensi, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. È un passaggio importante perché mostra come il caldo non escluda affatto la convezione: al contrario, in presenza degli ingredienti giusti può alimentarla.