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il caso

Fauci sotto assedio al Congresso: spuntano i dubbi privati sul vaccino alle donne incinte

Mentre si accende lo scontro politico sul guadagno di funzione, i messaggi sul cellulare di servizio complicano la posizione dello scienziato

12 Agosto 2026, 07:52

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Fauci sotto assedio al Congresso: spuntano i dubbi privati sul vaccino alle donne incinte

Anthony Fauci torna nel mirino del dibattito politico e giudiziario negli Stati Uniti. La diffusione di alcuni messaggi privati datati gennaio 2021 mostra che l’ex superconsulente della Casa Bianca, in conversazioni riservate, espresse timori su un rischio «teorico» di aborto spontaneo legato al vaccino anti-Covid, in apparente contrasto con le rassicurazioni fornite poi in pubblico.

I messaggi provengono da oltre 34.000 Sms e 522 messaggi vocali acquisiti dalla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato dal telefono di servizio dello scienziato. La divulgazione del materiale è stata promossa dai senatori repubblicani Rand Paul e Ron Johnson.

Secondo la ricostruzione del New York Post, all’inizio del 2021 si sviluppò un intenso scambio tra Fauci, l’allora direttrice dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), Rochelle Walensky, e il Surgeon General Vivek Murthy. Dalle chat emergono la prudenza e l’incertezza tipiche della fase iniziale della pandemia.

In un Sms, Fauci avvertiva i colleghi: «Ho chiesto in giro un po' di più ed è emerso un altro problema di cui dovete essere a conoscenza». Lo scienziato osservava che, poiché molte persone presentavano una significativa “tempesta di citochine e febbre” dopo la seconda dose, ciò potesse teoricamente associarsi ad «aborto spontaneo nel primo trimestre» di gravidanza. Un’annotazione che Walensky definì «sicuramente un punto valido».

Nelle stesse conversazioni si registrava l’impegno a contrastare la disinformazione, con Fauci che segnalava la falsa percezione secondo cui il vaccino a mRna potesse “entrare nei geni”, alimentando l’ansia tra le donne in attesa. Inoltre, evidenziava come, in quel momento, non vi fossero dati né motivazioni teoriche per ritenere preferibile la somministrazione in una fase specifica della gestazione.

Le polemiche più accese nascono dal confronto con le posizioni rese pubblicamente dallo scienziato. Pochi giorni dopo lo scambio di messaggi, il 3 febbraio 2021, durante una diretta con il Journal of the American Medical Association (Jama), Fauci dichiarò che la Fda «finora non ha riscontrato, e dobbiamo essere cauti, alcun segnale di allarme riguardo alle donne in gravidanza».

Nei mesi successivi, la sua linea divenne nettamente favorevole alla vaccinazione in gravidanza: citando i monitoraggi del Cdc su decine di migliaia di donne immunizzate, affermò che non emergeva alcun aumento di eventi avversi rispetto alle non vaccinate, concludendo che «è abbastanza chiaro che le donne incinte dovrebbero vaccinarsi».

La pubblicazione dei messaggi si inserisce in un clima di forte tensione istituzionale al Senato. All’inizio di questo mese, il senatore Rand Paul ha segnalato Fauci per un potenziale procedimento penale, contestandogli il rifiuto di testimoniare davanti alla Commissione.

Nel corso di un’udienza del 29 luglio, incentrata sulla gestione della pandemia e sulla cosiddetta ricerca sul “guadagno di funzione” finanziata con fondi statunitensi, Fauci si era avvalso del Quinto Emendamento per non rispondere alle domande dei parlamentari. Ora la Commissione punta a un nuovo ciclo di audizioni.

Il senatore Ron Johnson ha annunciato a Fox News di aver invitato Fauci a un’intervista trascritta: «Ha dichiarato di non temere il controllo del Congresso e di non avere nulla da nascondere; quindi gli daremo questa opportunità».