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Inchiesta Anffas Modica, anche il secondo indagato ai domiciliari si avvale della facoltà di non rispondere
E' comparso dinanzi al gip nell'ambito delle procedure che si stanno svolgendo in seno al tribunale di Ragusa
È comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, Gaetano Dimartino, il secondo degli indagati attualmente ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sull’Anffas di Modica.
L’uomo, dipendente dell’associazione e assistito dall’avvocata Simona Cultrera, si è avvalso della facoltà di non rispondere, in linea con quanto già fatto dagli altri coinvolti, compreso il presidente dell’ente.
L’interrogatorio è stato calendarizzato in ritardo rispetto agli altri a causa del rientro dall’estero del lavoratore. Alla luce di questa scelta, non si esclude che la difesa possa orientarsi verso riti alternativi.
Tra gli atti depositati dalla procura figura un video ritenuto di rilievo centrale, che documenterebbe in maniera inequivocabile i comportamenti contestati.
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nas di Ragusa insieme ai militari del Comando provinciale, ha fatto emergere una gestione segnata, secondo l’ipotesi accusatoria, da presunte vessazioni sistematiche, percosse, gravi carenze igienico-sanitarie e somministrazione non autorizzata di farmaci.
Le condotte illecite sarebbero state perpetrate ai danni di persone particolarmente vulnerabili, tra cui disabili psichici e soggetti con disturbi dello spettro autistico.
Il consistente compendio indiziario raccolto ha indotto il gip, su richiesta della Procura, a emettere un’ordinanza di misure cautelari — eseguite tra le province di Ragusa e Catania — nei confronti di sette operatori della struttura: due agli arresti domiciliari e cinque destinatari di misure interdittive, consistenti nel divieto temporaneo, della durata di un anno, di svolgere attività lavorative o di volontariato a contatto con persone fragili.