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l'altra faccia

Etna, la vacanza finisce in aeroporto: l’ansia dei passeggeri tra voli cancellati e partenze da altri scali

La chiusura di Catania Fontanarossa sta trasformando il viaggio di migliaia di persone in una corsa contro il tempo

13 Agosto 2026, 18:59

19:16

Etna, la vacanza finisce in aeroporto: l’ansia dei passeggeri tra voli cancellati e partenze da altri scali

La vacanza che doveva finire con una valigia chiusa, qualche souvenir e il viaggio verso casa rischia di trasformarsi in una lunga attesa davanti a un tabellone degli arrivi. Dall’altra parte, c’è chi la vacanza in Sicilia avrebbe dovuto iniziarla proprio in queste ore e ora guarda il telefono aspettando una mail, una notifica o una comunicazione della compagnia aerea.

È questo il doppio volto del caos provocato dall’eruzione dell’Etna e dalla chiusura dell’aeroporto di Catania. Per chi è già sull’Isola il problema è riuscire a tornare a casa. Per chi deve arrivare, invece, l’incertezza riguarda l’intera vacanza: partire oppure no, atterrare a Palermo, Trapani o Comiso, cambiare mezzo di trasporto, perdere una notte in hotel o rinunciare del tutto al viaggio. L'aeroporto di Catania continua a essere condizionato dalla presenza della cenere vulcanica e lo stop ai voli è stato ulteriormente prorogato. L'emergenza va avanti ormai da giorni e ha prodotto centinaia di cancellazioni e riprogrammazioni.

Chi deve tornare a casa: la vacanza finisce con l'ansia

Sono probabilmente loro i passeggeri che stanno vivendo le ore più complicate. Hanno terminato o stanno terminando la vacanza, magari hanno già lasciato l'hotel, riconsegnato l'auto a noleggio e organizzato il trasferimento verso Fontanarossa.

Poi arriva la comunicazione: volo cancellato, aeroporto diverso, partenza rinviata. Un passeggero che deve partire da Catania e si ritrova a Palermo deve infatti attraversare mezza Sicilia per raggiungere il nuovo scalo. Se la riprogrammazione del volo arriva all'ultimo momento, trovare un autobus, un treno o un'auto disponibile può diventare una seconda emergenza.

Le testimonianze raccolte in questi giorni raccontano proprio questo senso di disorientamento: passeggeri informati del cambio di aeroporto anche a poche ore dalla partenza, altri costretti a cercare autonomamente soluzioni per raggiungere lo scalo alternativo.  E così quello che doveva essere semplicemente il viaggio di ritorno diventa una giornata passata a controllare il cellulare, parlare con l'assistenza clienti e cercare un modo per arrivare in aeroporto.

Il rischio di perdere coincidenze e altri giorni di lavoro

Per chi torna a casa, poi, c'è un altro fattore che pesa: il giorno dopo la vacanza spesso si torna al lavoro. Un ritardo di qualche ora può significare perdere una coincidenza ferroviaria, una coincidenza aerea, una prenotazione alberghiera o addirittura un'intera giornata lavorativa.

Non tutti hanno la possibilità di prolungare il soggiorno. E non tutti possono permettersi di acquistare un nuovo biglietto aereo a prezzi elevati per riuscire a rientrare. La situazione è particolarmente delicata per chi viaggia con bambini, anziani o persone con esigenze particolari: spostarsi da uno scalo all'altro, attendere per ore e affrontare coincidenze improvvisate aumenta inevitabilmente lo stress.

E poi ci sono quelli che in Sicilia devono ancora arrivare

Dall'altra parte ci sono i turisti che avevano programmato l'arrivo in Sicilia proprio nei giorni dell'emergenza.

Per loro la domanda è diversa: la vacanza si farà? Il volo potrebbe essere cancellato, spostato di qualche giorno oppure riprogrammato su un altro aeroporto. In quest'ultimo caso il problema diventa logistico: l'hotel è a Catania, Taormina, Siracusa, Noto o sulla costa orientale, mentre l'aereo atterra magari a Palermo o Trapani.

Il viaggio che sulla carta prevedeva un volo diretto e un breve trasferimento dall'aeroporto alla struttura ricettiva può trasformarsi in diverse ore di autobus, treno o automobile. E c'è anche chi rischia di perdere una parte della vacanza senza sapere se verrà recuperata.

La paura di perdere soldi e prenotazioni

Dietro un volo cancellato ci sono hotel già pagati, auto a noleggio, escursioni, trasferimenti, biglietti per traghetti e altre prenotazioni. Chi arriva con due giorni di ritardo potrebbe perdere una parte significativa del soggiorno. Chi decide di rinunciare al viaggio deve invece capire quali costi potrà recuperare e quali resteranno a suo carico.

L'emergenza vulcanica aggiunge inoltre un elemento di imprevedibilità: non si tratta di una normale cancellazione legata a problemi organizzativi della compagnia, ma di una situazione determinata dall'attività dell'Etna e dalle condizioni di sicurezza dello spazio aereo.

Per il passeggero, però, il risultato concreto rimane lo stesso: un viaggio programmato che improvvisamente non è più quello acquistato.

Palermo, Trapani e Comiso diventano aeroporti di emergenza

A sostenere il traffico di Catania sono gli altri aeroporti siciliani. Dall'inizio dell'emergenza numerosi voli sono stati trasferiti o dirottati verso Palermo, Trapani e Comiso, con un forte aumento del lavoro anche per gli scali alternativi. Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi, centinaia di voli sono stati cancellati o riprogrammati e più di 250 erano stati trasferiti su altri aeroporti.

Il problema, però, è che la Sicilia è grande. Un passeggero che doveva arrivare a Catania e si ritrova a Palermo non è semplicemente atterrato in un aeroporto diverso: può trovarsi a oltre 200 chilometri dalla destinazione finale. È qui che il disagio aeroportuale diventa disagio turistico.

La vacanza rischia di cominciare male o finire peggio

Per chi deve ancora partire, il dubbio è se affrontare comunque il viaggio. Alcuni passeggeri scelgono di accettare un arrivo su un altro aeroporto. Altri preferiscono rimandare. C'è chi prova a cambiare autonomamente volo e chi aspetta una nuova soluzione dalla compagnia.

Sui social, intanto, aumentano le testimonianze di viaggiatori alle prese con cancellazioni, riprotezioni e trasferimenti. In alcune discussioni online passeggeri raccontano di aver dovuto organizzare autonomamente il trasferimento verso Catania dopo essere stati indirizzati su Palermo, mentre altri descrivono la difficoltà nel trovare collegamenti disponibili. Sono racconti diversi, ma con un elemento comune: l'incertezza.

L'altra faccia dell'emergenza: una Sicilia difficile da raggiungere

L'Etna resta naturalmente libero di fare ciò che fa da millenni: eruttare. Gli aeroporti, invece, devono applicare le regole di sicurezza e interrompere i voli quando la cenere rende rischiose le operazioni.

Il punto critico, per migliaia di viaggiatori, è tutto ciò che viene dopo.

La Sicilia continua a essere una delle principali destinazioni turistiche dell'estate, ma in questi giorni raggiungerla o lasciarla può diventare un percorso a ostacoli.

C'è chi vede sfumare l'ultimo giorno di mare perché deve partire ore prima per raggiungere Palermo. Chi rischia di perdere una coincidenza. Chi non sa se potrà arrivare in hotel. Chi ha già pagato una settimana di vacanza e teme di riuscire a viverne soltanto quattro o cinque giorni.

E mentre l'Etna continua a eruttare e la cenere condiziona il traffico aereo, la vera emergenza quotidiana per i viaggiatori è diventata capire come arrivare a destinazione e, soprattutto, come riuscire a tornare a casa.