Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
14 agosto 2026 - Aggiornato alle 01:53
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il dibattito

Etna, la crisi dei voli mette a nudo i limiti dei trasporti siciliani: piano d'emergenza e privatizzazioni al centro del confronto

Sindacati e istituzioni chiedono protocolli condivisi, un piano regionale e soluzioni alternative con i bus

13 Agosto 2026, 21:24

21:30

Aeroporto Catania

Aeroporto Catania

L’emergenza legata all’attività dell’Etna riaccende il confronto sulla fragilità del sistema dei trasporti siciliano. La sospensione dei voli all’aeroporto di Catania e le conseguenti ricadute sulla mobilità hanno spinto sindacati e istituzioni a confrontarsi all’assessorato regionale alle Infrastrutture, dove Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie dei trasporti, hanno chiesto l’adozione di procedure comuni per affrontare le emergenze.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Ast, Protezione civile, Sac, Gesap, Tpl, Airgest e i consorzi del trasporto pubblico su gomma. Per le organizzazioni sindacali, il confronto è stato sollecitato proprio dalle parti sociali, pur riconoscendo all’assessore Alessandro Aricò la tempestività nella convocazione.

Al centro della discussione la necessità di definire protocolli condivisi per la gestione delle emergenze aeroportuali, con competenze e responsabilità precise e un coordinamento efficace tra tutti i soggetti coinvolti. «È parso evidente – sostengono i sindacati – che i protocolli d’emergenza già presenti nei singoli scali aeroportuali non riescono a far fronte alle emergenze degli ultimi anni».

Un altro nodo riguarda la gestione dei disagi ai passeggeri. Cgil, Cisl e Uil chiedono maggiore chiarezza sul ruolo delle compagnie aeree e dell’Enac, alla luce delle criticità emerse negli aeroporti siciliani durante le recenti interruzioni dei voli.

L’assessore Aricò avrebbe condiviso l’esigenza di arrivare a un piano regionale d’emergenza dei trasporti, capace di assegnare compiti e responsabilità a ciascun soggetto e di essere attivato rapidamente in caso di crisi. La Regione sta inoltre valutando soluzioni alternative alla mobilità su gomma, tra cui un collegamento navale veloce tra Reggio Calabria e Catania. In via preventiva è prevista anche la disponibilità di circa 40 autobus aggiuntivi per fronteggiare eventuali nuove esigenze di mobilità.

La crisi provocata dall’attività dell’Etna ha intanto riaperto anche il dibattito sul futuro dello scalo catanese. A Taormina, intervenendo all’iniziativa di Fratelli d’Italia “Bar Italia”, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato la necessità di «investire nelle infrastrutture aeroportuali con una visione di lungo periodo».

Urso ha ricordato il percorso di privatizzazione dei quattro aeroporti siciliani, sottolineando che Fontanarossa e Comiso sono nella fase decisiva e auspicando che il processo possa concludersi rapidamente per favorire nuovi investimenti, rotte e collegamenti. L’obiettivo, secondo il ministro, è fare della Sicilia una “piattaforma aeroportuale per unire i continenti”.

Sul possibile spostamento dell’aeroporto di Catania, ipotesi rilanciata dal ministro Nello Musumeci, Urso ha spiegato che saranno necessarie valutazioni tecniche. «Chi si assumerà la guida della gestione aeroportuale potrà progettare al meglio dove realizzare la nuova pista», ha detto, ricordando inoltre che la gestione aeroportuale rientra nel perimetro della golden power.

Uno strumento che, secondo Urso, consentirà al governo di garantire il controllo sugli investimenti strategici: «La golden power verrà esercitata quando avremo contezza del vincitore della gara per blindare gli investimenti». L’emergenza Etna diventa così anche l’occasione per interrogarsi sulla capacità della Sicilia di dotarsi di un sistema dei trasporti più resiliente, coordinato e pronto a fronteggiare eventi che, negli ultimi anni, hanno mostrato tutta la vulnerabilità dell’isola.