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il ricordo

Tuccio Musumeci, eremita urbano, racconta Pippo Baudo, le notti di Catania e l'Etna

Estati da palcoscenico, rigore familiare, amori meno scandalosi di quanto si dica e le bobine perdute di un'epoca

15 Agosto 2026, 13:23

13:30

Tuccio Musumeci, eremita urbano, racconta Pippo Baudo, le notti di Catania e l'Etna

Tuccio Musumeci, decano del teatro siciliano, si trasforma in una specie di eremita urbano: aria condizionata, televisione, un occhio inquieto alle previsioni meteo e l'altro all'eruzione dell'Etna («Ancora ietta cinniri? Bedda matri!»). Il ricordo che gli chiediamo di Pippo Baudo è l'occasione per tornare con la memoria a estati più fresche, trascorse con l'amico a farsi le ossa sui palchi degli oratori, inseguire l'alba nei night club e tentare la fortuna con le ballerine. Soprattutto Tuccio, perché Pippo - rivela l'attore - non era poi quel donnaiolo che è stato raccontato.

«Quand'eravamo ragazzi, nella Catania degli anni Cinquanta, c'erano ancora le case chiuse», spiega il maestro. «Eravamo tutti grandi frequentatori, tranne Pippo, perché suo padre, l'avvocato Giovanni Baudo, era un uomo molto rigoroso, che lo voleva a sua volta avvocato. Se l'avesse saputo, sarebbe successo l'inferno».

Al severo genitore, del resto, venivano taciute cose ben più gravi. «Facevamo lo spettacolo di nascosto, i costumi di scena li teneva la mia portinaia. Ricordo ancora quando Pippo compose la famosa canzone "Donna Rosa", a casa sua, in via Vittorio Emanuele, quasi all'angolo con via Plebiscito. Non lo sa quasi nessuno, ma la Rosa del testo era ispirata a una sua zia, che doveva essere una bella signora...».

Anche in seguito, dopo aver vinto le resistenze paterne ed essere divenuto uomo di punta della Rai, Pippo sarebbe rimasto abbastanza misurato nei rapporti col gentil sesso. «Negli anni Settanta mi chiamò per "Settevoci"», ricorda ancora Tuccio. «Era il programma musicale del sabato sera, ed era seguitissimo. Io facevo coppia con Elio Crovetto, che era stato la spalla di Macario. Anche lì Pippo, malgrado fosse circondato dalle ballerine, era molto serio».

Certo le cronache rosa, in quel periodo, riferiscono di molte storie del conduttore, vere o presunte. Nel 1970 arriva il matrimonio con Angela Lippi, finito dopo quattro anni, nel 1986 quello con Katia Ricciarelli, che si concluderà non senza polemiche nel 2007. Nel frattempo, Pippo si diverte a "combinare" le nozze degli amici. Tuccio compreso.

«Diceva sempre che mi aveva fatto sposare lui, perché mia moglie Norina l'ho conosciuta proprio durante una puntata di "Settevoci", dove faceva la cantante. Cinquant'anni dopo, siamo ancora insieme...». Le registrazioni di allora? «Non c'è più niente, le bobine furono conservate male, presero umidità e si danneggiarono. Per Pippo fu una collera tremenda. Autru ’ca fimmini!».

Valerio Musumeci