la storia
Odissea, svelati i versi mai letti prima: il papiro tolemaico torna visibile a New York
Il Metropolitan espone nuovamente il reperto del terzo secolo avanti Cristo con tre righe inedite nate dall'antica tradizione orale
Il più antico frammento noto dell’Odissea è tornato visibile al pubblico nelle sale del Metropolitan Museum of Art (Met) di New York.
Il prezioso manufatto ha ripreso posto nella Galleria 162, all’interno della sezione dedicata all’arte greca e romana, dopo un lungo periodo trascorso nei depositi, lontano dallo sguardo dei visitatori. A fare da innesco a questo atteso rientro in vetrina è stato, sorprendentemente, il Cinema: il successo planetario del film “L’Odissea”, diretto da Christopher Nolan, ha spinto l’istituzione newyorkese a riesporre il cimelio, per la soddisfazione di studiosi e appassionati.
Now on view!
— The Metropolitan Museum of Art (@metmuseum) August 5, 2026
This is the first early Ptolemaic fragment of the Odyssey ever discovered. It dates to the beginning of the Hellenistic period, after Alexander the Great, when the Great Library at Alexandria was built and began gathering works of Greek literature.
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Databile al periodo tolemaico, tra il 285 e il 250 avanti Cristo, il reperto è di eccezionale valore storico. Realizzato in Egitto su papiro, il supporto scrittorio per eccellenza dell’antichità, presenta un testo tracciato a mano con uno stilo, utilizzando una miscela tradizionale di carbone e acqua.
A renderlo un unicum di straordinaria importanza scientifica è la presenza di tre versi che non compaiono in nessuna delle edizioni oggi considerate standard e adottate in ambito scolastico e accademico.
Una discrepanza che apre squarci significativi sulla trasmissione del poema omerico. Secondo Sean Hemmingway, curatore del Dipartimento di Arte greca e romana del Met, questi versi “fantasma” costituiscono un indizio concreto della natura fluida dei poemi omerici prima della loro fissazione scritta.
“La presenza dei tre versi”, spiega Hemmingway, “potrebbe essere collegata alla tradizione orale del poema”.
In età antica, infatti, aedi e rapsodi che narravano le gesta di Ulisse di corte in corte erano soliti introdurre varianti, aggiunte o modifiche personali, tramandate a voce fino alla codificazione di una versione canonica.
Per accompagnare il ritorno in sala del papiro e amplificarne la fruizione oltre i confini del museo, il Met ha diffuso sui propri canali social un video inedito.
Nel filmato, lo stesso Hemmingway guida il pubblico in un’esplorazione ravvicinata del frammento, mostrando sia il recto sia il verso, e offrendo così una prospettiva insolita sulla sua struttura materiale.
La riesposizione del documento non è solo un evento espositivo di rilievo: rappresenta anche una testimonianza eloquente dell’evoluzione dei capolavori della letteratura classica attraverso i secoli. Come ricordano gli esperti del Met presentando le collezioni legate al poema, anche la storia dell’Odissea ha compiuto un viaggio lunghissimo e avventuroso nel tempo, riflettendo idealmente il percorso accidentato del suo protagonista, l’eroe Ulisse.