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18 agosto 2026 - Aggiornato alle 22:14
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il palio di siena

La notte più bella del Nicchio: addio alla "cuffia" dopo ventotto anni

La contrada azzurra domina piazza del Campo dall'inizio alla fine e passa lo scomodo scettro di nonna alla Chiocciola

18 Agosto 2026, 21:40

21:41

La notte più bella del Nicchio: addio alla "cuffia" dopo ventotto anni

Dopo due rinvii imposti dal maltempo, il cielo di Siena si colora d’azzurro: il Nicchio conquista il Palio con Giovanni Atzeni, detto Tittia, in sella ad Anda e Bola.

Il trionfo arriva al termine di una lunga attesa ai canapi, con la mossa convalidata dopo oltre un’ora di schermaglie fra le rivali e il rischio concreto di un terzo rinvio per l’imminente calare della luce.

Per il Nicchio è il ritorno al successo dopo 28 anni: l’ultima affermazione risaliva al 16 agosto 1998, e questa è la 43ª vittoria della sua storia.

Dopo l’affermazione dell’Aquila del 3 luglio, il Nicchio era divenuto la “contrada nonna”, quella a digiuno da più tempo: si toglie così la “cuffia” dopo appena 47 giorni. Un doppio “scuffiamento” nello stesso anno era accaduto solo nel 1794, con Giraffa a luglio e Selva ad agosto; nel 2026 si ripete con Aquila e Nicchio.

Per Tittia è un vero e proprio “cappotto” personale: vince anche ad agosto dopo la carriera di luglio con l’Aquila su Diodoro. Atzeni è caduto da cavallo dopo il traguardo ed è stato trasportato in ospedale per accertamenti, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Con questo successo sale a 13 vittorie, raggiunge Trecciolino e si porta a una sola lunghezza dalle 14 di Aceto, fantino più vincente dell’epoca moderna.

Seconda affermazione, invece, per il sauro Anda e Bola, che non centrava il Palio dal 16 agosto 2025, quando vinse per il Valdimontone, contrada rivale del Nicchio, con Giuseppe Zedde, detto Gingillo.

La gara è stata un monologo: partenza fulminea e arrivo in solitaria, senza che alcuna contrada riuscisse a impensierire il Nicchio nei tre giri. A tenere col fiato sospeso Piazza del Campo è stata la mossa, protrattasi per oltre un’ora tra continue frizioni soprattutto tra Lupa e Istrice, Oca e Torre, con tre mosse false e cinque uscite dai canapi. Da segnalare che nessun fantino è caduto durante la corsa.

Nel rione di Pispini approda così il drappellone firmato da Teodora Axente, opera che ha alimentato un vivace dibattito sin dalla presentazione. Il vessillo era stato difeso con decisione dalla sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, nella consueta conferenza stampa del 16 agosto: «Sono molto amareggiata dal giorno della presentazione del drappellone, è un’amarezza non istituzionale ma intima, mi sono sentita personalmente messa alla gogna, e mi sento in buona fede; ho scelto quell’artista non perché sia una provocatrice ma perché, conoscendola, mi ha parlato della sua devozione alla Madonna».

Con il successo del Nicchio, la “cuffia” passa ora alla Chiocciola, che attende la vittoria dal 16 agosto 1999.