l'emergenza
Piazza Armerina assediata dai cinghiali: strade, orti e periferie in pericolo
Avvistamenti e incidenti notturni, abbattimenti limitati per carenza di strutture e richieste di interventi e risarcimenti
La città dei mosaici convive da mesi con una presenza sempre più massiccia di cinghiali e la misura sembra ormai colma. Le segnalazioni si moltiplicano nelle contrade Bellia, Cicciona e Solazzo, ma anche lungo la statale 288 in direzione Aidone e sulla provinciale 117 bis, all'altezza del parco Ronza e della zona Bannata. Non mancano avvistamenti in contrada Frattulla e nei pressi dell'area artigianale, segno che gli ungulati si muovono ormai su un territorio molto vasto, spingendosi a ridosso del centro abitato. A preoccupare cittadini e automobilisti sono soprattutto gli incidenti stradali, frequenti nelle ore notturne quando la visibilità è scarsa e gli animali attraversano la carreggiata all'improvviso. L'ultimo episodio, circa dieci giorni fa, nei pressi del bivio Madonna della Noce, ha coinvolto un'autovettura danneggiata nell'impatto. Non è un caso isolato poiché diversi residenti raccontano di aver trovato i cinghiali a scavare negli orti, a forzare recinzioni di stalle e persino ad aggirarsi tra le abitazioni nelle zone appena fuori città, con inevitabili timori per l'incolumità di famiglie e animali domestici.
Ripetuti gli avvistamenti all'interno dell'area boschiva tra Bellia, Grottascura e Rossomanno a cura di ciclisti, podisti, cavalieri e runner. Le battute di caccia organizzate, pur frequenti, non riescono a risolvere il problema. Come spiega un cacciatore della zona, «non siamo in condizione di abbattere i capi come vorremmo perché mancano risorse e attrezzature necessarie per conservare in sicurezza gli animali, nel rispetto delle normative igienico-sanitarie». Il nodo, infatti, non è solo venatorio. Ogni carcassa va eviscerata, identificata e refrigerata in centri di sosta dotati di celle frigorifere entro tempi rapidi, secondo le prescrizioni sanitarie legate anche al monitoraggio della peste suina africana. Senza queste strutture, spesso assenti o insufficienti nei piccoli centri dell'Ennese, gli abbattimenti selettivi restano vincolati a autorizzazioni e controlli preventivi che ne limitano fortemente il numero.
Sul piano normativo, la Regione Siciliana ha approvato nel 2025 il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica 2025-2029, che disciplina interventi di controllo su cinghiali, daini, mufloni e altre specie, affidati a coadiutori selezionati e abilitati. Resta inoltre attivo il Priu Sicilia 2022-2026, il piano regionale contro la peste suina africana che ha già portato all'abbattimento controllato di migliaia di capi nell'Isola. A febbraio 2026 il Commissario straordinario per l'emergenza Psa ha varato un nuovo Piano d'azione nazionale, poi rinnovato a luglio, che fissa per il primo anno un prelievo complessivo di 416mila cinghiali in Italia, di cui circa 11mila attribuiti alla Sicilia. Secondo le stime Ispra, la popolazione italiana della specie oscilla tra 1 e 1,5 milioni di esemplari, con danni all'agricoltura stimati in 120 milioni di euro negli ultimi anni.
Non va sottovalutato, infine, il fronte dei risarcimenti. La Corte di Cassazione, con orientamento ormai consolidato e confermato anche da un'ordinanza del 2026, ha stabilito che i danni causati da fauna selvatica agli automobilisti rientrano nella responsabilità oggettiva della Regione, ai sensi dell'articolo 2052 del Codice civile, quale ente titolare della gestione del patrimonio faunistico. Chi resta coinvolto in un incidente con un cinghiale può dunque richiedere un indennizzo, purché dimostri il nesso causale e una condotta di guida prudente. A Piazza Armerina, intanto, cittadini e associazioni chiedono un potenziamento dei piani di controllo e l'istituzione di centri di raccolta adeguati, condizione indispensabile perché le battute autorizzate possano davvero incidere sul numero crescente di esemplari che popolano le campagne intorno alla città.