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il confronto

Diga Ancipa sotto accusa: Mirisciotti chiede alla IV Commissione verifiche sui massicci prelievi

Allarme del Movimento per la difesa dei territori e invito alla mobilitazione dei sindaci

21 Agosto 2026, 22:58

23:00

Diga Ancipa sotto accusa: Mirisciotti chiede alla IV Commissione verifiche sui massicci prelievi

Portare all'attenzione della IV Commissione permanente, ambiente e territorio, dell'Assemblea regionale siciliana la gestione della diga Ancipa. A chiederlo è il referente del Comitato costituente di Enna di Futuro nazionale, Carmelo Mirisciotti.

«La tutela del patrimonio idrico del nostro territorio rappresenta una priorità assoluta che non può prescindere da una totale e costante trasparenza amministrativa» dichiara Mirisciotti dicendosi anche convinto che l'utilizzo di acqua dell'Ancipa nelle ultime settimane richiede un approfondimento e invita i sindaci «a fare fronte comune per garantire la sicurezza idrica dei propri territori. Chiediamo a tutti i sindaci della provincia di promuovere un'azione di mobilitazione istituzionale unitaria e sinergica, superando ogni logica di appartenenza politica, per affrontare la crisi nelle sedi opportune».

A lanciare l'allarme su un notevole aumento di prelievi idrici e sull'assenza di dati pubblici era stato il Movimento per la difesa dei territori a cui aveva replicato l'Autorità di bacino della presidenza della Regione spiegando che l’erogazione di 2,5 milioni di metri cubi di acqua avvenuta tra l’8 e il 14 agosto è parte di una fornitura idrica complessiva di 4 milioni disposta per garantire la stagione irrigua dei Consorzi di bonifica di Enna e di Catania. Sui dati non resi pubblici fu spiegato che la loro costante pubblicazione avviene in occasione di uno stato di severità idrica.

Ha una visione diversa Mdt: «Definire ordinario il momento in cui si sversano quattro milioni di metri cubi d'urgenza è un insulto a un'intera isola che subisce gli effetti della crisi idrica» sostiene il presidente Fabio Bruno che ipotizza «la proiezione al 1° ottobre mostra che l'Ancipa rischia di iniziare il prossimo anno idrologico con appena 11 milioni di metri cubi residui» e ritiene eccessivo il prelievo fatto in una settimana perché significherebbe «esporre il territorio a un rischio enorme se le piogge dovessero scarseggiare».

Per Fabio Bruno «senza il controllo dal basso del Movimento per la difesa dei territori, probabilmente i cittadini non avrebbero mai saputo dove fossero finiti quei 2,5 milioni di metri cubi d'acqua. Continueremo a vigilare, metro cubo dopo metro cubo, perché l'Ancipa è un bene comune, non un segreto d'ufficio».