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24 agosto 2026 - Aggiornato alle 23:57

l'allarme

Difterite a Palermo, l'ISS conferma la causa del decesso: istituita task force regionale per arginare il batterio e recuperare le coperture vaccinali

La morte di una bambina di quattro anni non vaccinata riapre il fronte della prevenzione in Sicilia, dove la copertura a 24 mesi è ferma all'85,13% a fronte della soglia di sicurezza del 95% indicata dall'OMS

Difterite a Palermo, l'ISS conferma la causa del decesso: istituita task force regionale per arginare il batterio e recuperare le coperture vaccinali

24 Agosto 2026, 23:52

La conferma dell’Istituto superiore di sanità (ISS) ha trasformato il drammatico caso di Palermo da semplice sospetto clinico a diagnosi certa. Nei campioni biologici della bambina di quattro anni deceduta all’ospedale “Giovanni Di Cristina” è stato identificato il batterio Corynebacterium diphtheriae ed è stata rilevata la presenza del gene della tossina, il fattore di virulenza che rende la difterite respiratoria un’infezione temibile, capace di evolvere rapidamente verso complicanze gravi.

La “firma” molecolare della tossina, isolata dal laboratorio di riferimento dell’ISS, rappresenta il passaggio decisivo per distinguere una semplice colonizzazione da una malattia con reale potenziale di danno sistemico.

Una volta in circolo, la tossina difterica può colpire organi vitali come cuore e sistema nervoso, causando miocardite, aritmie, insufficienza cardiaca progressiva e paralisi.

La risposta delle istituzioni: istituita una task force

Di fronte a un quadro ormai definito, la Regione Siciliana è intervenuta con tempestività per scongiurare il rischio di un potenziale cluster. L’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso — che già il 20 agosto 2026 aveva richiamato pubblicamente il valore delle vaccinazioni e chiarito che la piccola non era vaccinata — il 24 agosto 2026 ha firmato un decreto straordinario che istituisce una task force incaricata di monitorare la situazione e predisporre interventi urgenti sul territorio.

La nuova cabina di regia, presieduta da Giacomo Scalzo, direttore generale del Dasoe (Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico), riunisce un gruppo multidisciplinare di esperti in pediatria, malattie infettive, igiene pubblica ed epidemiologia.

Il mandato operativo si muove su due direttrici: da un lato l’accertamento diagnostico tempestivo e il tracciamento rigoroso dei contatti stretti del caso indice, con avvio di profilassi antibiotica e somministrazione di richiami vaccinali quando necessario; dall’altro, una verifica capillare dello stato immunitario della popolazione pediatrica e il potenziamento dell’offerta vaccinale sul territorio.

Il nodo delle coperture vaccinali in Sicilia

L’obiettivo dichiarato dalle autorità sanitarie è raggiungere il 95% di copertura nella popolazione infantile, soglia indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come indispensabile per interrompere la circolazione del batterio e garantire l’immunità di comunità. La realtà locale, però, evidenzia una criticità: secondo i dati del Ministero della Salute sulle coperture 2024 (coorte di nascita 2022), in Sicilia la protezione a 24 mesi per la difterite nel ciclo di base a tre dosi si ferma all’85,13%, ben al di sotto dei parametri di sicurezza, con sacche di sotto-vaccinazione potenzialmente pericolose.

Quando le coperture calano e diventano disomogenee, la protezione collettiva si indebolisce e patologie un tempo relegate ai manuali di medicina possono riemergere. Da qui l’esigenza per i servizi territoriali di attuare azioni straordinarie di recupero dei non vaccinati, verificare i richiami mancati e rafforzare la comunicazione diretta con le famiglie.

Una malattia rara ma da non sottovalutare

Grazie alla vaccinazione di massa, la difterite oggi è rara in Europa. L’ECDC, tuttavia, mantiene alta l’attenzione e, dal 2022, segnala una ripresa della circolazione batterica in contesti vulnerabili del continente. Il vero rischio, avvertono gli esperti, risiede nella stessa rarità della malattia: quando un’infezione quasi scompare dagli ospedali, la percezione del pericolo si attenua, la diagnosi precoce diventa più difficile per scarsa esperienza clinica e i tempi di intervento si allungano. Nella difterite, invece, la rapidità è cruciale: l’OMS raccomanda l’immediata somministrazione di antibiotici e di antitossina per neutralizzare la tossina prima che provochi lesioni d’organo irreversibili.

Il calendario vaccinale: l’importanza dei richiami

- Un ciclo primario nei primi mesi di vita (generalmente incluso nel vaccino esavalente).

- Un richiamo in età adolescenziale, a partire dal 12° anno.

- Un richiamo raccomandato ogni 10 anni per tutta la vita adulta, con formulazione specifica.

La morte della bambina a Palermo è un severo monito per l’intera collettività. “I vaccini sono vittime del loro stesso successo”: funzionano così bene da rendere invisibili i rischi delle patologie che tengono sotto controllo, alimentando un’illusoria sensazione di sicurezza. Ma la scomparsa definitiva della difterite resta legata a coperture vaccinali elevate, omogenee e continuative. Alla task force siciliana spetta ora il compito di tradurre questa tragica lezione in azioni concrete, ricostruendo quella barriera di immunità indispensabile a proteggere i cittadini più fragili.