Tumore del pancreas, via libera negli Usa alla prima terapia mirata contro il gene killer RAS
L'approvazione di daraxonrasib apre una nuova era nell'oncologia di precisione per i pazienti più difficili da trattare
La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha autorizzato daraxonrasib (nome commerciale Rasonque), un nuovo trattamento orale per adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico. L’approvazione, arrivata il 26 agosto 2026, rappresenta un passaggio di rilievo nella gestione di una delle neoplasie più aggressive e a prognosi sfavorevole. La terapia è indicata per pazienti già sottoposti ad almeno una linea sistemica precedente o non eleggibili a chemioterapie multiagente particolarmente intensive. Si tratta della prima terapia mirata di questa classe approvata per tale indicazione. Sviluppato da Revolution Medicines, daraxonrasib è un inibitore orale multi-selettivo di RAS(ON), concepito per colpire diverse varianti mutate della proteina RAS, vero e proprio “interruttore” della proliferazione tumorale.
L’ok dell’agenzia statunitense si fonda su uno studio registrativo multicentrico, randomizzato e in aperto, che ha coinvolto 500 adulti con carcinoma pancreatico metastatico già trattato. I risultati indicano un beneficio clinico di portata inedita: - Sopravvivenza globale mediana: 13,2 mesi con daraxonrasib rispetto a 6,7 mesi nel braccio di controllo trattato con chemioterapia standard. - Riduzione del rischio di morte: hazard ratio 0,40, corrispondente a una diminuzione del 60% del rischio di decesso rispetto alla chemioterapia convenzionale. Le evidenze sono coerenti con i dati preliminari di fase 1-2 pubblicati sul The New England Journal of Medicine: in 168 pazienti con carcinoma pancreatico pretrattato e mutazioni RAS G12, la dose giornaliera di 300 mg ha ottenuto un tasso di risposta obiettiva del 35%, una sopravvivenza globale mediana di 13,1 mesi e una sopravvivenza libera da progressione di 8,5 mesi.
Oltre il 90% degli adenocarcinomi pancreatici (fino al 95% secondo il National Cancer Institute) presenta alterazioni nel pathway RAS/KRAS. Per decenni questa famiglia di oncogeni è stata considerata una “fortezza inespugnabile”, non aggredibile con i farmaci tradizionali. Daraxonrasib, in compresse a domicilio una volta al giorno (300 mg negli studi regolatori), aggira l’ostacolo legandosi alle forme attive della proteina mutata e bloccando i segnali di crescita cellulare. L’assunzione orale offre anche vantaggi logistici per malati complessi, riducendo accessi ospedalieri e infusioni, pur richiedendo un monitoraggio clinico attento.
Pur segnando un progresso importante, daraxonrasib non è una cura definitiva e il tumore del pancreas avanzato resta una condizione di estrema gravità. La gestione della tossicità necessita di esperienza specialistica. Tra gli eventi avversi di grado 3 o superiore più frequenti, l’ASCO segnala rash cutanei e stomatite; la FDA elenca inoltre diarrea, nausea, vomito, fatigue, dolore addominale, edema, inappetenza ed emorragie. Va considerato anche lo scarto tra pazienti dei trial (in condizioni generali spesso migliori) e la pratica clinica, dove le seconde o terze linee sono somministrate a persone più fragili.
In Italia il carcinoma pancreatico continua a incidere in modo drammatico. Secondo “I numeri del cancro in Italia 2025”, nel 2024 si stimavano 13.585 nuove diagnosi; nel 2022 i decessi sono stati circa 14.900. La sopravvivenza netta a cinque anni resta tra le più basse: 11% negli uomini e 12% nelle donne, con circa 23.600 persone viventi dopo la diagnosi. La maggior parte dei casi viene individuata in fase localmente avanzata o metastatica, escludendo spesso l’opzione chirurgica, unico intervento con intento curativo. Negli Stati Uniti l’accesso commerciale al farmaco è già disponibile, anche grazie a un programma di expanded access autorizzato dalla FDA nel maggio 2026. In Europa e in Italia i tempi saranno più lunghi: Revolution Medicines ha avviato a luglio la presentazione del dossier all’EMA attraverso una procedura accelerata a fasi. Dopo l’eventuale autorizzazione europea, in Italia serviranno le negoziazioni con l’AIFA per la rimborsabilità.
L’arrivo di daraxonrasib ribadisce la direzione dell’oncologia di precisione: innovazione terapeutica e riorganizzazione dei percorsi di cura devono procedere insieme. Per accedere a questa e ad altre terapie mirate, è indispensabile garantire a ogni paziente una profilazione molecolare accurata e tempestiva. Senza una rete di test genetici diffusa e centri multidisciplinari capaci di intercettare e gestire questi casi, i progressi della ricerca rischiano di non tradursi in benefici reali per chi ne ha più bisogno.