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Il caso

Gela, il Comune è in dissesto e invia cartelle Tari anche alle associazioni

Volontariato in subbuglio, la Protezione civile blocca i servizi alla collettività

26 Agosto 2026, 22:12

22:20

Gela,  il Comune  è in dissesto e invia cartelle Tari  anche alle associazioni

Il Comune di Gela è in dissesto finanziario ha deciso di chiedere il pagamento della Tari a tappeto anche alle organizzazioni di volontariato che operano in locali comunali concessi in comodato d’uso. Una richiesta che coinvolge tutto il mondo del volontariato. Anche le associazioni di Protezione Civile e Pubbliche Assistenze, ignorando il ruolo essenziale che queste realtà svolgono ogni giorno per la città. Una scelta che appare incomprensibile ai volontari e che, nata dal dissesto, poggia sull’assenza di una delibera del Consiglio Comunale sull’esenzione per il Terzo Settore.

La prima cartella di oltre 5.000 euro è arrivata oggi alla Pubblica assistenza Pro Civis. Ed è successo il parapiglia perché i volontari non se lo aspettavano e non c’è stato alcun confronto preventivo con il Comune. La reazione è stata immediata: stop alle attività. “Il messaggio che il Comune dà con questa iniziativa unilaterale – dice il presidente della ProCivis Luca Cattuti – è devastante: le associazioni servono per fare scena nelle manifestazioni, ma quando si tratta di riconoscere il loro lavoro vengono abbandonate e colpite. Eppure, negli anni, queste realtà hanno garantito al Comune servizi che nessun ente privato avrebbe mai offerto gratuitamente: assistenza alla popolazione durante eventi e celebrazioni religiose, sicurezza sanitaria e moduli antincendio per le manifestazioni, interventi di emergenza e manutenzione con mezzi, carburante e pasti interamente a carico dei volontari, sostegno a oltre 3.300 famiglie indigenti con trasporti mensili da Palermo, presidio del territorio in caso di allerte meteo e dissesti idrogeologici, vigilanza degli immobili comunali per prevenire vandalismi.”

“Se tutto questo venisse quantificato economicamente, il Comune avrebbe un debito enorme verso chi ha garantito servizi fondamentali senza chiedere nulla in cambio”. Cattuti evidenzia il paradosso che riguarda la sua associazione: alla Procivis vengono stanziati 4.000 euro per l’Estate Gelese 2026, ma contemporaneamente arriva una cartella TARI da 5.474 euro.

“Un contributo simbolico – sottolinea – che viene cancellato da una richiesta fiscale più alta, mettendo in ginocchio la sostenibilità dell’ente”. La legge nazionale non impone l’esenzione automatica della Tari, ma dà ai Comuni piena autonomia nel prevederla. “Gela, invece, sceglie di non farlo e di colpire chi garantisce servizi essenziali che l’amministrazione non sarebbe in grado di sostenere da sola” – dichiara Cattuti che annuncia lo stop ai servizi a cominciare dal banco alimentare e la possibile decisione di lasciare Gela e trasferire l’associazione in Comuni limitrofi dove il trattamento è diverso. Un appello viene lanciato al Sindaco e alla Presidente del Consiglio Comunale per sospendere le cartelle e bloccare gli atti esecutivi. La richiesta è chiara: convocare l’Ufficio Tributi in Consiglio Comunale, ottenere spiegazioni e approvare in aula l’esenzione Tari per il Terzo Settore.

“Se il Comune intende trattare le associazioni come sponsor o come imprese commerciali, lo dica apertamente: le organizzazioni decideranno di conseguenza se continuare a partecipare alle attività cittadine. La pazienza è finita” – conclude il presidente della ProCivis mentre la voce della cartella notificata si è sparsa tra le associazioni e sono tutte sul piede di guerra.