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Politica

Vittoria, Dieli: "Uffici anagrafici inaccessibili ai disabili. Inconcepibile"

Il consigliere comunale raccoglie una segnalazione e mette in luce che cosa non va

27 Agosto 2026, 21:41

21:50

Vittoria, Dieli: "Uffici anagrafici inaccessibili ai disabili. Inconcepibile"

La zona oggetto della segnalazione

La segnalazione arrivata al consigliere comunale Nello Dieli ha acceso i riflettori su una criticità che, nel 2026, non dovrebbe più esistere: le barriere architettoniche all’interno di un ufficio pubblico. A denunciare la situazione è stato un cittadino disabile in sedia a rotelle che, recandosi ai Servizi Anagrafici del Comune di Vittoria, ha incontrato notevoli difficoltà nell’accedere agli uffici a causa dell’assenza di un ingresso adeguato.

La fotografia inviata al consigliere racconta più di mille parole: un disabile costretto a manovre complicate, a chiedere aiuto o a esporsi a rischi evitabili per raggiungere un servizio essenziale. Una scena che, come sottolinea Dieli nel suo post, “non è consentita” in un edificio pubblico che dovrebbe garantire pari accesso a tutti i cittadini, senza eccezioni.

Il consigliere ha rivolto un invito diretto all’amministrazione comunale, chiedendo di intervenire “nel più breve tempo possibile” per rimuovere gli ostacoli presenti all’ingresso degli uffici anagrafici, soprattutto in vista del periodo di maggiore affluenza legato ai rinnovi delle carte d’identità. Un’urgenza che non riguarda solo il singolo episodio, ma un principio: l’accessibilità non è un optional, è un diritto.

Dieli ha inoltre annunciato l’intenzione di chiedere la convocazione di una commissione consiliare ad hoc per verificare la presenza di altri edifici comunali non conformi alle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche. L’obiettivo è mappare le criticità, programmare gli interventi e garantire che nessun cittadino venga messo nelle condizioni di dover “lottare” per entrare in un ufficio pubblico.

La segnalazione, semplice ma potente, riporta al centro del dibattito un tema spesso sottovalutato: la qualità dell’accesso ai servizi. Perché una città davvero inclusiva non si misura solo dalle grandi opere, ma dalla capacità di assicurare a tutti — senza distinzione — la possibilità di muoversi, entrare, chiedere, ottenere ciò che spetta loro. Anche, e soprattutto, nei luoghi dove si esercitano i diritti fondamentali.