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Attualità

Vittoria e la storia dei "sognatori" che volevano cambiare il mondo

Ambientalisti dell'ultim'ora (e non solo) ripuliscono gli spazi insozzati e puntano a una città più pulita

27 Agosto 2026, 22:01

Vittoria e la storia dei "sognatori" che volevano cambiare il mondo

Gli ambientalisti in campo

A Vittoria c’è una piazzetta che fino a poche settimane fa era sinonimo di abbandono, incuria e degrado. Un luogo trattato per anni come una discarica a cielo aperto, ignorato da tutti e frequentato solo da chi non aveva rispetto per gli spazi comuni. Oggi quella stessa piazzetta è diventata il simbolo di un risveglio civico, grazie all’impegno di alcune persone che hanno deciso di non voltarsi più dall’altra parte. Si sono dati un nome: “I Sognatori”.

A raccontare la loro storia è l’ambientalista Andrea Di Priolo, che sui social, insieme ad altri colleghi, ha voluto ricordare come nessuno abbia imposto loro di intervenire. Nessun incarico, nessuna delega, nessun obbligo. Solo la volontà di restituire dignità a un luogo che la città aveva dimenticato. “Noi Sognatori – scrive – oltre a mettere il cuore abbiamo messo le mani e la nostra dignità”. Parole che raccontano un impegno concreto, fatto di ore di lavoro, di pulizia, di cura, di piccoli gesti che hanno trasformato un angolo degradato in uno spazio nuovamente vivibile.

Il gruppo, nato spontaneamente, ha coinvolto altre persone che hanno deciso di unirsi a questa iniziativa, dimostrando che la partecipazione civica non è un concetto astratto ma un atto quotidiano. La piazzetta, oggi, è un esempio di come la comunità possa cambiare il volto della città quando sceglie di agire invece di lamentarsi.

Nel suo intervento, Di Priolo non nasconde un riferimento a chi, nonostante il lavoro svolto, continua a criticare. Una critica che appare fuori luogo di fronte a un intervento nato dal basso, senza tornaconti personali, senza visibilità cercata, ma con la sola ambizione di migliorare un pezzo di città. “Poi se qualcuno ancora ci vuole criticare… beh…”, scrive l’ambientalista, lasciando intendere che il giudizio di chi non fa nulla pesa ben poco rispetto all’impegno di chi si sporca le mani.

La storia dei Sognatori è una riflessione più ampia sul ruolo dei cittadini nella tutela degli spazi pubblici. Non sostituisce l’azione delle istituzioni, ma dimostra che la cura del territorio può essere un gesto condiviso, capace di generare bellezza e senso di comunità. In un momento in cui molte aree urbane soffrono per incuria e vandalismi, l’esempio di questi volontari diventa un invito a guardare la città con occhi diversi: non come un luogo da consumare, ma come un bene comune da proteggere.