l'emergenza
Crisi dell'ospedale: il sindaco di Niscemi chiama il prefetto o la città franata torna in piazza
Chiesto l'intervento per ottenere medici, potenziamenti e misure urgenti in un territorio già ferito
«Non può franare anche la sanità a Niscemi: lunedì chiederò l’intervento del Prefetto». Con queste parole il sindaco Massimiliano Conti annuncia la decisione di investire ufficialmente della vicenda il prefetto di Caltanissetta, Licia Donatella Messina, per sollecitare misure urgenti a tutela del presidio “Suor Cecilia Basarocco”.
La scelta arriva a pochi giorni dal confronto svoltosi a Gela, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, a margine del sit-in promosso dall’amministrazione comunale guidata da Terenziano Di Stefano, dopo settimane di mobilitazione popolare.
A spingere il Comune verso questo passo è la paralisi operativa della struttura. L’attivazione del servizio di psicologia e psichiatria per sole venti ore a settimana non basta a colmare una sofferenza organizzativa ormai cronica: dei quattro reparti teoricamente in funzione restano appena sei posti letto effettivi. A completare il quadro, lo stop alle attività di Medicina, l’assenza di chirurghi in organico e l’azzeramento della lungodegenza, che comportano il dirottamento sistematico dei pazienti verso l'ospedale di Mazzarino.
Il primo cittadino sollecita un provvedimento d’urgenza che disponga l’assegnazione immediata di personale medico — quantificato in almeno 3-4 unità per Gela e 2-3 per Niscemi — oltre al potenziamento della rete territoriale, dalla radioterapia ai servizi per la salute mentale, necessario a contenere i flussi di mobilità passiva verso Caltagirone, Catania, Vittoria e Milano.
Il tavolo in Prefettura rappresenta, per Niscemi, l’ultima tappa istituzionale prima di un eventuale ritorno alle proteste di piazza.