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Il caso

Carceri sovraffollate ma a Gela c'è un esempio virtuoso

La Camera penale visita la casa circondariale di Balate dove la sala colloqui è climatizzata

29 Agosto 2026, 17:12

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Carceri sovraffollate ma a Gela c'è  un esempio virtuoso

Carceri italiane nella bufera, ma c'è una piccola realtà carceraria in Sicilia in controtendenza rispetto al panorama nazionale. La visita alla Casa Circondariale di Gela, in contrada Balate, nell'ambito dell'iniziativa nazionale dell'Unione delle Camere penali “Ristretti in Agosto”, ha riportato con forza al centro del dibattito pubblico il tema del sovraffollamento carcerario. L'iniziativa, promossa dalla Camera Penale di Gela e guidata dal Presidente Angelo Gaccione insieme al Vicepresidente Filippo Spina, al Segretario Angelo Cafà e ai Consiglieri Vittorio Giardino e Giovanni Cantaro, ha visto la partecipazione di numerose figure istituzionali, tra cui la senatrice Ketty Damante, il senatore Pietro Lorefice, la deputata Rosa Cirrone Cipolla e l'assessore Simone Morgana in rappresentanza del sindaco Terenziano Di Stefano, oltre ai rappresentanti dell'Ordine degli Avvocati e delle associazioni forensi locali.

A Balate la delegazione ha potuto osservare da vicino le condizioni di vita dei detenuti, visitando le sezioni detentive, la sala medica, la cucina, la cappella, la palestra, le aree passeggio, l'aula scolastica, la sala teatro, la biblioteca, la sala colloqui e gli uffici operativi. Le condizioni complessive dell'istituto sono apparse buone, anche grazie a interventi migliorativi recenti: la sala colloqui è stata climatizzata, la cappella è stata ritinteggiata dai detenuti con materiali di risulta e una nuova biblioteca è stata allestita grazie a una raccolta solidale di libri.

Tuttavia, la situazione di Balate non può essere letta isolatamente, perché si colloca dentro una crisi nazionale che continua a peggiorare. Il XXII Rapporto di Antigone evidenzia che al 30 aprile 2026 i detenuti presenti nelle carceri italiane erano 64.436, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti: oltre 13.000 persone in più. Sono 73 gli istituti con un tasso di affollamento pari o superiore al 150% e 8 quelli che superano il 200%, con punte drammatiche come Lucca al 240%, Foggia al 225% e Milano San Vittore al 210%. Solo 22 istituti su 189 non hanno raggiunto il “tutto pieno”.

Il sovraffollamento è alimentato anche dall'aumento delle pene più lunghe: nel 2025 i detenuti con condanne tra 5 e 10 anni sono cresciuti dal 30,1% al 30,4%, quelli tra 10 e 20 anni dal 16,6% al 16,8%, mentre diminuiscono le pene brevi da 1 a 3 anni. Parallelamente, le misure alternative alla detenzione sono in calo: gli affidamenti in prova sono passati da 26.151 nel 2024 a 24.627 nel 2025 (-5,8%), mentre le detenzioni domiciliari sono scese da 14.247 a 13.519 (-5,1%). Per la prima volta da quando esistono, le misure alternative registrano una diminuzione, contribuendo a un ulteriore aumento della popolazione detenuta. A ciò si aggiunge la cronica carenza di personale della polizia penitenziaria, con circa 18.000 agenti mancanti rispetto all'organico previsto, e la mancanza di strutture a detenzione attenuata per le madri con figli piccoli. Il quadro nazionale è aggravato dal dramma dei suicidi: 33 dall'inizio del 2026, 85 nel 2025, 91 nel 2024, ai quali si sommano i decessi per altre cause, 155 nel solo 2024. In questo contesto, le condizioni dignitose riscontrate a Balate rappresentano un segnale positivo, ma non sufficiente a compensare una crisi strutturale che richiede interventi urgenti e coordinati. Le recenti misure, come la nuova legge sulla detenzione domiciliare per detenuti con dipendenze e la proposta di estendere la legge Smuraglia ai condannati che scontano la pena fuori dal carcere, vanno nella direzione giusta, ma da sole non bastano. La visita della Camera Penale di Gela ha voluto essere non solo un gesto di attenzione verso la popolazione detenuta, ma anche un richiamo forte alle istituzioni locali e nazionali affinché il tema carcerario torni al centro dell'agenda politica. Balate mostra che, con impegno e collaborazione, è possibile migliorare le condizioni di vita dei detenuti; i dati nazionali ricordano che il tempo per intervenire sta rapidamente scadendo.