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la storia

Chiara Ferragni, paura sulle Ande: finisce con la maschera per l'ossigeno dopo l'escursione a 5.000 metri

Un malore improvviso a Cusco costringe l'influencer a fermarsi, ma il viaggio con il compagno José Hernandez è già ripreso verso Lima

30 Agosto 2026, 17:41

Chiara Ferragni, paura sulle Ande: finisce con la maschera per l'ossigeno dopo l'escursione a 5.000 metri

Chiara Ferragni, in viaggio a Cuzco in Perù con il compagno José Hernandez e un gruppo di amici, ha vissuto ore di apprensione per un improvviso episodio da alta quota, insorto dopo una celebre escursione andina.

La giornata era cominciata nel segno dell’entusiasmo con la salita alla Montagna Arcobaleno, nota come Vinicunca o Winikunka, icona del turismo peruviano a 5.036 metri di altitudine. Durante l’ascesa, l’imprenditrice digitale non aveva accusato disturbi, scherzando sulla propria apparente resistenza rispetto agli altri componenti della comitiva.

I sintomi sono però comparsi solo al rientro in città, ore dopo, quando Ferragni aveva già fatto la doccia e cenato. All’improvviso ha riferito una marcata sensazione di calore, fiato corto e una preoccupante debolezza a un braccio, un momento di panico in cui ha percepito che il corpo “non rispondesse più”.

Rientrata d’urgenza in albergo, la situazione è stata gestita prontamente grazie alle dotazioni di cui dispongono abitualmente gli hotel di Cusco per fronteggiare questi casi. Ferragni è stata sottoposta a ossigenoterapia per circa 10-15 minuti, trattamento che le ha consentito di riprendersi senza necessità di ricovero né ulteriori conseguenze cliniche.

Sui social, la creator ha poi sdrammatizzato l’episodio con autoironia, ammettendo di aver forse chiesto troppo al fisico dopo giorni di spostamenti serrati, con tappe già toccate come Lima e Paracas. Anche altri membri del gruppo hanno segnalato lievi fastidi da quota. Il giorno successivo, rassicurati i follower, la comitiva ha lasciato Cusco per rientrare a Lima e proseguire l’itinerario.

L’accaduto riaccende i riflettori sui rischi concreti delle attività in alta montagna. Come ricordano le linee guida dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC), oltre i 2.500-3.000 metri l’organismo è sottoposto a notevole stress: il mal di montagna può colpire chiunque, a prescindere dall’allenamento, con sintomi quali spossatezza, dispnea, vertigini e debolezza. Tipica, inoltre, la comparsa ritardata dei disturbi, spesso a riposo, ore dopo la fine dello sforzo fisico—una dinamica rispecchiata anche nel caso Ferragni.