televisione
Passo indietro di Giulia Presutti: si riapre il caso Report
La decisione di sfilarsi dalla guida del programma per evitare discussioni personali e proteggere la trasmissione
Presutti rinuncia alla co-conduzione di Report: la Rai prova a disinnescare la crisi Un inatteso passo indietro riapre i giochi e mira a disattivare una delle crisi più delicate della stagione televisiva Rai. Giulia Presutti, indicata nelle scorse settimane dai vertici come nuova co-conduttrice di Report insieme a Daniele Piervincenzi, ha annunciato la propria rinuncia all’incarico. La decisione è stata formalizzata con una mail inviata a Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, e diffusa dall’ANSA.
Nel testo, dal tono misurato, Presutti spiega di aver compiuto questa scelta "nella speranza" di aiutare e proteggere una trasmissione alla quale è professionalmente legata dal 2017 e che ha rappresentato un passaggio decisivo della sua crescita. Tra le righe emerge un giudizio politico-editoriale netto sul clima surriscaldato delle ultime settimane: un programma così centrale per il servizio pubblico non può "impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli", né ancorare la propria tenuta o il proprio futuro a singoli nomi o personalismi.
La frizione nasce a fine agosto, quando la Rai ufficializza, con due note stampa, l’affidamento della guida di Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi profili interni stimati e risultati vincitori della selezione pubblica per giornalisti professionisti. Nelle parole del direttore Paolo Corsini, il cambio al vertice mirava a inaugurare una nuova fase, capace di "potenziarne l’indipendenza, l’autorevolezza e la qualità giornalistica". La scelta non è stata però percepita come un semplice avvicendamento. Report è una delle trasmissioni d’inchiesta più identitarie del servizio pubblico, fondata su un equilibrio delicato fra redazione, inviati e una linea autoriale storicamente riconoscibile. La reazione interna è stata immediata e compatta. Il 2 settembre 2026 si è tenuto un confronto teso ma cruciale tra Corsini e i componenti della redazione. Secondo l’ANSA, l’incontro ha riacceso la speranza di una mediazione per evitare l’addio in blocco degli inviati e il rinvio della partenza del programma, indicata in quel resoconto per l’8 novembre su Rai 3. Tra le ipotesi al vaglio, anche una conduzione a rotazione.
Ad aggravare il quadro, un evidente disallineamento nella comunicazione pubblica. Da un lato, l’Ufficio Stampa spingeva la nuova formula a due, Presutti-Piervincenzi; dall’altro, la pagina istituzionale dell’Approfondimento Rai su RadioCorriereTv continuava a indicare Sigfrido Ranucci come conduttore ufficiale, con debutto previsto il 26 ottobre su Rai 3. Una sovrapposizione che fotografa l’incertezza e la fase di transizione che accompagnano il programma.
La rinuncia di Giulia Presutti è significativa. Giornalista di punta, prima classificata nella selezione pubblica Rai e autrice, dal 2017, di inchieste su politica e cronaca giudiziaria, non era estranea alla cultura di Report. Il suo passo indietro segnala la volontà di non farsi strumentalizzare in uno scontro editoriale e politico che la precede e la supera, preferendo salvaguardare il proprio profilo e l’autonomia della trasmissione piuttosto che diventare il detonatore di ulteriori fratture. Con questa mossa esce di scena una protagonista, ma il nodo strutturale resta nelle mani di Paolo Corsini e della direzione Rai. Il dossier Report si sposta dalla contabilità dei nomi alla questione di governance e credibilità industriale: come rilanciare un programma d’inchiesta garantendo coesione redazionale e quell’indipendenza editoriale rivendicata nei comunicati ufficiali. La gestione delle prossime ore dirà se il servizio pubblico saprà difendere e valorizzare un marchio che fa della fiducia dei telespettatori la sua moneta più preziosa.