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il caso

Basta "avanti Cristo", sì a "Prima della nostra era": così la Francia rivoluziona le date storiche

Un compito scolastico riaccende lo scontro culturale tra laicità repubblicana e radici tradizionali. La sigla "av. n. è." innesca la polemica guidata dalle associazioni dei genitori conservatori

03 Settembre 2026, 20:42

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Basta "avanti Cristo", sì a "Prima della nostra era": così la Francia rivoluziona le date storiche

Un compito di storia sul mondo ellenistico, somministrato in una scuola francese, ha acceso un aspro dibattito pubblico su laicità, tradizione e neutralità del linguaggio educativo. Sulla scheda d’esame, al posto della consueta formula “avanti Cristo” (in francese “avant Jésus-Christ” o “avant J.-C.”), compariva la dicitura “prima della nostra era” (“avant notre ère”, con l’abbreviazione “av. n. è.”). Quella che per gran parte degli studiosi è una comune convenzione cronologica si è rapidamente trasformata, per una parte dell’opinione pubblica conservatrice, in un caso politico di portata nazionale.

La contestazione è partita da Parents Vigilants, una rete di genitori francese molto attiva nel denunciare la presunta penetrazione dell’ideologia “woke” e la politicizzazione dei programmi scolastici. L’associazione — che TF1 Info colloca nell’orbita del partito conservatore Reconquête fondato da Éric Zemmour — ha diffuso online l’immagine di una verifica di storia antica. Nel documento, incentrato sull’età ellenistica, figuravano date quali “336 av. n. è.” e “V secolo av. n. è.”. Tali indicazioni sono bastate per suscitare critiche rivolte alla scuola pubblica, accusata di voler occultare le radici cristiane della storia e del calendario europeo.

Ma l’espressione “avant notre ère” non è né un’invenzione recente né il prodotto di un’imposizione normativa. Si tratta di una formula scientifica consolidata, registrata nei principali repertori linguistici francesi come il CNRTL (Centre National de Ressources Textuelles et Lexicales) e il dizionario Larousse. È in uso da decenni in ambito accademico e archeologico, nonché presso istituzioni di primo piano come la Bibliothèque nationale de France (BnF) e il CNRS (Centre national de la recherche scientifique). Le linee guida del Ministero dell’Educazione nazionale francese mostrano inoltre la pacifica convivenza tra le due modalità di datazione, smentendo l’esistenza di direttive centrali volte a bandire il riferimento cristiano.

Sul piano storiografico, l’uso di “avant notre ère” non modifica in alcun modo la sequenza degli eventi: il punto di riferimento cronologico resta il medesimo spartiacque fissato dalla tradizione cristiana. La sostituzione terminologica è analoga alla prassi anglosassone “BCE (Before Common Era)” e “CE (Common Era)”: Alessandro Magno rimane nel IV secolo precedente al punto convenzionale e le date non subiscono alcuna traslazione.