Archeologia
Nuove ricerche a Gela sul santuario greco di Bitalemi
Sottoscritta intesa tra Parco Archeologico e Università Unitelma Sapienza
È stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Parco archeologico di Gela, l’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza e il Dipartimento di Diritto e Società Digitale per avviare nuove ricerche sul santuario greco di Bitalemi, uno dei luoghi sacri più antichi e significativi della Sicilia arcaica, dedicato a Demetra Thesmophoros.
Un luogo ancor oggi frequentato nel mese di Maggio con pellegrinaggi notturni al santuario moderno dedicato alla Madonna
L’accordo punta ad approfondire la conoscenza della seconda fase di frequentazione del santuario, databile tra la seconda metà del VI e la fine del V secolo a.C., ricostruendo l’organizzazione dello spazio sacro e il suo rapporto con la città antica.
«Con questo accordo, UnitelmaSapienza rafforza concretamente il proprio impegno nella tutela e nella valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale italiano, offrendo ai nostri giovani l'opportunità diretta di contribuire alla riscoperta di un sito di straordinario valore storico come il santuario di Bitalemi», ha dichiarato il rettore Bruno Botta.
Referenti del protocollo per l’ateneo sono il direttore del Dipartimento Mario Carta, che ha negoziato l’intesa, e la professoressa Rita Sassu, responsabile delle attività di ricerca, affiancata dalle studiose Marina Albertocchi e Chiara Tarditi, da tempo impegnate nello studio del sito.
Il santuario di Bitalemi, situato su una piccola altura alla foce del fiume Gela, è noto per essere stato un importante luogo di culto femminile legato alle Tesmoforie, le feste dedicate a Demetra. Gli scavi condotti negli anni Sessanta da Piero Orlandini hanno restituito migliaia di reperti votivi, tra cui ceramiche, statuette, pesi da telaio, strumenti agricoli e oltre settecento lingotti di bronzo deposti ritualmente nella sabbia. Tra i ritrovamenti più celebri figura la statuetta della Dea Baubo, simbolo dei culti ctonii e della fertilità. Nonostante la ricchezza dei materiali, la seconda fase di vita del santuario resta ancora poco definita: le nuove ricerche mirano a chiarire la disposizione delle strutture sacre, le trasformazioni rituali e il ruolo del santuario nel tessuto urbano della Gela greca. L’intesa si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del Parco archeologico di Gela, che punta a restituire centralità a un patrimonio spesso trascurato ma di straordinaria importanza storica. Le attività previste potranno contribuire a una più precisa ricostruzione topografica del sito, a una migliore fruizione pubblica e a nuove opportunità di studio per studenti e ricercatori, rilanciando l’immagine di Bitalemi come uno dei più affascinanti luoghi sacri del Mediterraneo antico.