l'allarme
Aumento del 18% sulle tratte Siremar‑Sns, Federalberghi parla di «paradosso»: rincari vicini all'84% dal 2022
Tagli alle corse e appello al presidente della Regione Siciliana Schifani per interventi compensativi
Con l’entrata in vigore oggi dell’aumento del 18% sulle tratte Siremar-SNS in convenzione statale, per Federalberghi Isole Minori Sicilia si consuma «l’ennesimo paradosso tra la retorica politica e la realtà delle comunità insulari».
«Profonda è l’amarezza — afferma il presidente Christian Del Bono — per la distanza tra le solenni enunciazioni sul principio di insularità e l’effettiva volontà delle Istituzioni di intervenire. L’aumento porta il cumulo dei rincari a sfiorare l’84% dal 2022, a fronte di importanti tagli alle corse».
L’associazione ricorda che la convenzione «individua la Regione come autorità vigilante del contratto e contitolare della governance su assetti e tariffe» e che «l’articolo 6, inoltre, prevede la possibilità per la Regione di chiedere la sospensione dei rincari attraverso risorse compensative proprie».
«Se i biglietti aumentano del 18% — sostiene Federalberghi Isole Minori Sicilia — è perché si è scelto di finanziare il riequilibrio dei soli mezzi veloci regionali, lasciando la convenzione statale priva della sterilizzazione economica, quando i trasporti marittimi per le isole minori sono un’infrastruttura essenziale e indivisibile».
«Questo prolungato stato di incertezza e precarietà — osserva la federazione — genera un grave danno reputazionale al sistema turistico insulare. Chiediamo al presidente della Regione, Renato Schifani, di assumere la regia della vertenza».
Sul tema interviene anche il deputato regionale del Pd, Dario Safina: «Di fronte al ripristino dei rincari sui collegamenti marittimi delle isole minori, la Regione siciliana non può restare a guardare. Chiedo al governo regionale di stanziare nelle prossime variazioni di bilancio le risorse necessarie a scongiurare gli aumenti almeno fino a ottobre e, contestualmente, di aprire un confronto con il Governo nazionale per arrivare a una soluzione definitiva».
«È corretto ricordare che gli aumenti riguardano i collegamenti di competenza statale e che le tariffe regionali non sono state incrementate — aggiunge — Ma questa distinzione non può diventare un alibi per restare immobili. A pagare il conto sarebbero comunque i cittadini e le imprese siciliane, in territori nei quali il trasporto marittimo rappresenta un servizio essenziale».
Va riconosciuto all’assessore regionale alla Mobilità Alessandro Aricò di aver mostrato, anche in questa vicenda, una sensibilità che ha consentito di intervenire per scongiurare temporaneamente gli aumenti. Al di là delle scelte che politicamente possiamo non condividere, questo impegno va riconosciuto.
Proprio per questo, oggi, chiediamo alla Regione un ulteriore atto di responsabilità. Serve uno sforzo finanziario attraverso le variazioni di bilancio per garantire tariffe sostenibili almeno fino a ottobre.
Ma si tratterebbe necessariamente di un intervento sostitutivo e temporaneo: la responsabilità principale resta in capo allo Stato. Per questo il Governo Meloni deve fare la propria parte e mettere a disposizione le risorse necessarie a scongiurare definitivamente i rincari».