i rischi
Nuova sforbiciata all’organico del personale Ata nelle scuole siciliane per l’anno scolastico 2026/2027: secondo la Uil Scuola, l’isola perderà 207 posti rispetto allo scorso anno, con una contrazione da 2.425 a 2.218 unità.
A denunciarlo è Claudio Parasporo, segretario regionale del sindacato, che evidenzia come la “riduzione colpisce tutte le province e i principali profili professionali del personale Ata”.
“Ancora una volta si riduce il personale che garantisce il funzionamento quotidiano delle scuole. È una scelta incomprensibile che aumenterà i carichi di lavoro e renderà più difficoltosa l’organizzazione dei servizi scolastici”, afferma Parasporo.
“A pagare il prezzo di questi tagli saranno innanzitutto gli studenti e le famiglie: meno personale significa segreterie in difficoltà, maggiori carichi di lavoro per gli assistenti amministrativi e collaboratori scolastici costretti a coprire un numero sempre maggiore di plessi. Un inevitabile aggravio dei carichi di lavoro per tutto il personale Ata”.
Per la Uil Scuola Sicilia risulta “incomprensibile che proprio l'organico di fatto, nato per rispondere alle esigenze concrete delle scuole, venga utilizzato come strumento per ridurre la spesa pubblica”, mentre “non c’è bisogno di ulteriori tagli, ma di investimenti e di stabilizzazioni”.
“Da anni denunciamo la cronica carenza di personale Ata e oggi assistiamo addirittura a una riduzione dell’organico proprio nel momento in cui le scuole necessitano di maggiore supporto”, conclude il segretario regionale.
Da qui la richiesta al Ministero e all’Ufficio scolastico regionale di “rivedere immediatamente queste assegnazioni e di restituire alla Sicilia almeno i 207 posti sottratti. Garantire un adeguato organico Ata significa garantire il diritto allo studio e il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche”.
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