Cronaca
Pozzallo e la raccolta fondi per i funerali di Giorgio Ruta, parla la mamma: "Siamo noi ad avere autorizzato tutto. Nessuno si è esposto per dare una degna sepoltura a mio figlio"
La vicenda continua ad assumere una dimensione sempre più complessa pur a fronte della situazione tragica con cui bisogna fare i conti
La vicenda della raccolta fondi per Giorgio Ruta continua a muoversi su un terreno sempre più delicato, dove il dolore di una famiglia si intreccia con polemiche, sospetti e parole che, in queste ore, stanno ferendo profondamente chi sta già vivendo la perdita più devastante.
Dopo gli interventi degli amici del ragazzo e del padre, oggi a parlare è la mamma di Giorgio, Daniela Ribeiro Olivero, che ha scelto di rompere il silenzio e affidare a Impronte Iblee un messaggio chiaro, diretto, necessario.
Daniela, pur nella sofferenza indicibile di questi giorni, ha voluto sgombrare il campo da ogni illazione.
La raccolta fondi – spiega – non è una truffa, non è un’iniziativa improvvisata né tantomeno un gesto ambiguo.
È stata promossa dagli amici di Giorgio, ragazzi che gli volevano bene e che hanno sentito il bisogno di fare qualcosa di concreto.
Ed è stata autorizzata dalla madre, l’unica persona che viveva con lui e che, dopo la tragedia, si è trovata davanti a una realtà durissima: nessuno si era fatto avanti per garantire al figlio una degna sepoltura.
Per questo, racconta Daniela, è stato indispensabile raccogliere risorse economiche.
Una scelta dolorosa, ma inevitabile.
Una scelta fatta con trasparenza, con il consenso della famiglia e con l’unico obiettivo di accompagnare Giorgio nel suo ultimo viaggio con rispetto e dignità.
Tutto il resto – accuse, sospetti, insinuazioni – sono voci infondate, alimentate da commenti sui social che stanno trasformando un gesto di solidarietà in un terreno di scontro.
A Pozzallo sono quattro i punti autorizzati dove è possibile contribuire alla raccolta.
Tutto è pubblico, tutto è verificabile, tutto è stato fatto alla luce del sole.
Non è questo il momento per entrare nelle dinamiche familiari, né per alimentare contrapposizioni.
Oggi c’è una madre che ha perso un figlio di 17 anni.
Una madre che, oltre a convivere con un dolore che non ha nome, si trova costretta a leggere sui social accuse, insulti, giudizi che non dovrebbero avere spazio davanti a una tragedia così grande.
Daniela e gli amici di Giorgio chiedono una sola cosa: rispetto.
Rispetto per una famiglia attraversata da un lutto immenso.
Rispetto per una comunità che sta cercando di stringersi attorno a chi soffre.
E soprattutto rispetto per Giorgio, un ragazzo che Pozzallo ha dimostrato di amare profondamente.
In un momento come questo, le polemiche non servono.
Le insinuazioni feriscono. Le parole possono diventare lame.
È il tempo del silenzio, della vicinanza, del ricordo.
È il tempo di lasciare che la comunità accompagni Giorgio con la stessa delicatezza con cui si dovrebbe toccare ogni storia spezzata troppo presto.