l'incontro
Il cardinale Zuppi a Niscemi, nuovo passo per la scuola: caritas e diocesi acquisteranno il terreno
Verrà donato anche il progetto esecutivo del nuovo istituto che verrà realizzato con i fondi per la ricostruzione
Un impegno per la realizzazione della nuova scuola e iniziare a puntare sul futuro di Niscemi. È quello annunciato dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, durante la sua visita in città, dove ha reso noto che Caritas Italiana e Diocesi di Piazza Armerina contribuiranno direttamente alla realizzazione dell’opera. In particolare, Caritas Italiana e la Diocesi acquisteranno il terreno sul quale dovrà sorgere il nuovo edificio scolastico. Non solo: sarà donato anche il progetto esecutivo, consentendo così di compiere un ulteriore passo verso l’apertura del cantiere.
Si tratta di un intervento dal valore complessivo di 4 milioni e 300 mila euro, che sarà finanziato attraverso i fondi previsti per la ricostruzione. Risorse destinate a un’opera attesa dalla comunità e che rappresenta un tassello importante nel percorso di ricostruzione e rilancio della città.

L’annuncio del cardinale conferma infatti la volontà della Chiesa di accompagnare concretamente la comunità, mettendo a disposizione non soltanto risorse economiche, ma anche strumenti progettuali indispensabili per arrivare alla realizzazione della nuova struttura. Per Niscemi si apre così una nuova fase. La nuova scuola, una volta completata, sarà chiamata a diventare un punto di riferimento per studenti, famiglie e personale scolastico, restituendo alla comunità uno spazio moderno e adeguato alle esigenze del territorio.
L'annuncio del cardinale è giunto durante l'incontro al quale hanno preso parte il direttore della Caritas nazionale don Marco Pagniello, il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana e quello di Caltagirone Calogero Peri. Il sindaco Massimiliano Conti ha accolto il cardinale insieme al prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina e le autorità militari del territorio. Presente anche il vicario foraneo don Giuseppe Cafà e il clero di Niscemi.