Cronaca
Uno degli incendi segnalati
Nuovi incendi hanno colpito la periferia di Vittoria, in una domenica che si chiude con l’ennesima ferita inferta al territorio. Le segnalazioni sono arrivate da più punti della città: via Paolo La Restia (contrada Zi Innaru) e contrada Resinè. In tutti i casi, le fiamme hanno divorato sterpaglie, terreni incolti e – come purtroppo accade sempre più spesso – rifiuti speciali, materiali che sprigionano fumi altamente tossici e pericolosi per la salute pubblica.
Le prime chiamate sono state indirizzate alla Polizia Locale, al 112 e ai Vigili del Fuoco, che sono intervenuti per circoscrivere i roghi e impedire che si propagassero ulteriormente. Ma la dinamica degli incendi, la loro simultaneità e la tipologia dei materiali bruciati confermano un quadro ormai noto: non si tratta di episodi casuali, bensì di una pratica criminale che continua a prosperare nella totale incoscienza di chi la compie e nella noncuranza di chi dovrebbe prevenirla.
A lanciare l’allarme, ancora una volta, sono stati i volontari impegnati sul territorio, che hanno documentato la situazione e denunciato l’assenza di controlli efficaci. Le loro parole sono un grido di frustrazione:
«Non si vedono controlli. Come fare a fermare questi roghi? Sembra la terra dei fuochi».
Una domanda che risuona come un atto d’accusa e che fotografa perfettamente il sentimento diffuso tra chi, ogni giorno, si trova a fronteggiare un fenomeno che sembra ormai fuori controllo. I volontari parlano di fiamme che si ripresentano sempre negli stessi punti, di odori insopportabili, di fumi che invadono le abitazioni e costringono intere famiglie a chiudersi dentro casa.
La città, ancora una volta, si ritrova a respirare veleni, mentre la periferia diventa teatro di roghi che non solo danneggiano l’ambiente, ma mettono a rischio la salute dei cittadini e la sicurezza degli operatori che intervengono.
Questi nuovi episodi confermano l’urgenza di una strategia chiara, coordinata e continua. Non bastano gli interventi a posteriori, non bastano le segnalazioni: servono controlli reali, presenza costante, strumenti adeguati e una risposta istituzionale che sia all’altezza della gravità del problema.
La comunità vittoriese non può continuare a convivere con questa emergenza quotidiana. I roghi di questa sera lo dimostrano ancora una volta: il tempo delle attese è finito.
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