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Attualità

Vittoria, in contrada Berdia gli zozzoni sono di casa

I volontari di Terre Pulite chiedono che questa piaga possa essere, una volta per tutte, debellata

14 Settembre 2026, 00:59

Vittoria, in contrada Berdia gli zozzoni sono di casa

Terre Pulite durante il sopralluogo a Berdia

Un nuovo sopralluogo dei volontari di Terre Pulite riporta l’attenzione su una delle aree più compromesse della periferia di Vittoria: contrada Berdia, dove è stata documentata una discarica abusiva lunga circa 150 metri.

Cumuli di rifiuti di ogni tipo, materiali plastici, scarti agricoli e residui di lavorazioni industriali formano un paesaggio che stride con l’immagine di una città che ambisce a crescere nel segno della sostenibilità.

«Un pessimo bigliettino da visita», scrivono i volontari nel loro post, sottolineando come la presenza di questa discarica rappresenti un danno non solo ambientale ma anche economico e d’immagine. A pochi metri, infatti, si trovano due realtà che incarnano l’idea di una Vittoria diversa: da un lato un moderno B&B inaugurato quest’anno, dall’altro un’azienda che punta a costruire un impianto di economia circolare per valorizzare i rifiuti agricoli delle campagne.

Due esempi di imprenditoria virtuosa che, secondo Terre Pulite, rischiano di essere penalizzati da un contesto di degrado e abbandono. «La città di Vittoria crescerà solo quando gli imprenditori virtuosi verranno messi nelle migliori condizioni per produrre reddito nel rispetto dell’ambiente», si legge nel messaggio.

Il sopralluogo, effettuato nel pomeriggio di domenica, ha confermato che la discarica è ancora attiva e che nessun intervento di bonifica è stato avviato. I volontari hanno documentato la situazione con foto e video, segnalando tutto alle autorità competenti.

L’associazione, da anni impegnata nella tutela del territorio, chiede un intervento immediato e un piano di controllo costante per evitare che le campagne diventino zone franche dell’illegalità ambientale.

Contrada Berdia, con le sue contraddizioni, diventa così il simbolo di una sfida più ampia: quella tra chi crede in un modello di sviluppo sostenibile e chi continua a inquinare e distruggere senza alcuna conseguenza.