il caso
«Chi sa qualcosa sugli Ufo parli», il Pentagono "libera" i militari dall'accordo di segretezza
Una deroga speciale permette a militari e funzionari di rompere il silenzio con gli investigatori governativi senza rischiare sanzioni
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha varato una nuova procedura destinata a modificare in modo significativo la gestione dei materiali riservati legati ai fenomeni anomali non identificati.
Il il Pentagono ha annunciato l’introduzione di una deroga legale mirata che consente a militari in servizio, personale civile ed ex addetti con nulla osta di sicurezza di trasmettere informazioni e documenti classificati sugli Ufo — oggi indicati ufficialmente come “UAP” (Unidentified Anomalous Phenomena) — senza incorrere nelle sanzioni previste dagli accordi di non divulgazione.
La misura interviene su un nodo giuridico e psicologico che per decenni ha frenato il flusso di notizie all’interno dell’apparato difensivo. Numerosi testimoni ed ex funzionari, pur intenzionati a collaborare con le indagini governative, temevano la revoca del nulla osta, procedimenti disciplinari o conseguenze penali legate a rigorosi patti di riservatezza.
La nuova esenzione stabilisce che la consegna di materiale classificato ai funzionari designati del programma PURSUE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters) non configura violazione del segreto di Stato per quell’atto specifico di comunicazione.
Il provvedimento rafforza e rende più espliciti i meccanismi di tutela già previsti dalla normativa federale e richiamati dai canali ufficiali dell’AARO (All-domain Anomaly Resolution Office).
I vertici del Pentagono hanno definito con chiarezza i limiti dell’iniziativa: la deroga non equivale a una declassificazione generale e non autorizza il personale a interagire con la stampa, rilasciare interviste o diffondere online documenti coperti da segreto.
Il corridoio è esclusivamente interno e controllato, destinato a interlocutori istituzionali espressamente individuati.
Saranno poi le autorità competenti a esaminare il materiale ricevuto, verificarne la catena di custodia e determinare se sussistano i presupposti per eventuali pubblicazioni future.
La trasmissione a un destinatario autorizzato tutela la fonte, ma non rende automaticamente pubblico il contenuto.
L’apertura di questo canale protetto dà attuazione alla direttiva firmata dal presidente Donald Trump il 19 febbraio 2026, con cui si ordinava all’amministrazione federale di avviare l’identificazione e la pubblicazione progressiva dei dossier governativi su Ufo, UAP e vita extraterrestre.
Per gestire un’operazione tanto complessa, il Dipartimento della Guerra, in coordinamento con l’ODNI (Office of the Director of National Intelligence), ha istituito la struttura PURSUE, chiamata a orchestrare il lavoro di decine di agenzie federali su decine di milioni di registrazioni storiche e recenti.
Tra maggio e agosto 2026 PURSUE ha già reso disponibili diverse tranche documentali, incluse schede operative, fotografie e filmati relativi a casi tuttora classificati come irrisolti.
Parallelamente, in base a direttive avviate nel 2024, le agenzie continuano a ordinare e trasferire i rispettivi archivi UAP ai National Archives and Records Administration.
Nelle direttive istituzionali statunitensi, la sigla “UAP” indica una categoria operativa e non implica alcuna conferma di origine extraterrestre.
Oggetti non identificati osservati nei pressi di installazioni militari o unità navali possono corrispondere a droni-spia, sistemi di sorveglianza stranieri, palloni, fenomeni atmosferici o errori di sensori.
L’iniziativa si inserisce nel solco delle valutazioni già espresse dall’AARO nel rapporto storico del 2024, nel quale l’ufficio dichiarò di non aver rinvenuto prove empiriche di retroingegneria o tecnologie aliene, sottolineando come numerosi resoconti avessero confuso test militari classificati con presunti avvistamenti extraterrestri.
La nuova deroga procedurale punta ora a favorire risposte fondate su dati solidi e verificabili, restituendo agli analisti il contesto operativo indispensabile per distinguere i fatti dal mito.