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il racconto

A Trapani madre costretta a dimostrare la disabilità per ottenere l'acqua

La denuncia per l'esclusione dal servizio sostitutivo, mentre in Prefettura si annunciano miglioramenti ma la strada è lunga

16 Settembre 2026, 11:33

11:40

autobotte

Nel centro storico di Trapani, in una delle vie ancora colpite dall’ordinanza che da mesi vieta l’uso dell’acqua potabile, si consuma una vicenda che racconta con durezza la realtà di un’emergenza che dura da mesi. Una famiglia con un figlio disabile denuncia un disservizio che non dovrebbe esistere in un territorio già provato.

Una madre, nella chat del comitato civico “L’acqua è un diritto per tutti”, racconta l’ennesima giornata senza approvvigionamento idrico sostitutivo, nonostante sia in lista da settimane. Una denuncia che arriva nelle stesse ore in cui, in Prefettura, nel corso dell'ennesimo vertice, s annunciavano miglioramenti del servizio sostitutivo con autobotte. “Sono in attesa da giorni – dice - ho chiamato più volte, ma nessuno risponde”.

Quando finalmente qualcuno prende la chiamata, la risposta sarebbe stata sconcertante: “Oggi non riusciremo a consegnare
l’acqua, le priorità del Comune sono scuole e persone con disabilità”. La donna spiega che il figlio è riconosciuto ai sensi della Legge 104, ma si sente trattata come se dovesse esibire una “tessera” per accedere a un bene essenziale. “Evidentemente – denuncia - avrei dovuto mostrare un documento per ottenere l’acqua”.

Poi un altro commento che ha sfiorato l'umiliazione: “Dite tutti così, che siete disabili e poveri”. La madre avrebbe replicato: “Non stiamo chiedendo un favore – dice - stiamo chiedendo un servizio essenziale. Dal 19 agosto nessuno ci ha portato l’acqua e siamo costretti a comprarla”.

Il racconto mette in luce una condizione che non dovrebbe esistere: famiglie costrette a giustificare la propria fragilità per accedere a un diritto: “Non avrei mai pensato di dover fare leva sulla disabilità di mio figlio per ottenere un bene primario”. Pur riconoscendo che la ditta incaricata è sopraffatta dalle richieste, la donna non giustifica un sistema che non riesce a garantire equità: “Comprendo la mole di lavoro – aggiunge - ma non posso accettare che un servizio essenziale
venga gestito così”.

La denuncia, come detto all'inizio, arriva nelle stesse ore in cui, in Prefettura, si teneva un nuovo vertice sull’emergenza idrica. Il Prefetto Daniela Lupo ha riunito enti e istituzioni per fare il punto sulla contaminazione della rete. Si è parlato di “rete sinergica” e di richieste evase in giornata o in quella successiva. Ma dalle numerose segnalazioni quotidiani emergerebbe che non è esattamente così.

L’Asp ha confermato nuove analisi e una campagna sistematica di prelievi, Protezione Civile e Ati hanno ribadito il loro impegno, mentre le forze dell’ordine proseguono i controlli. Ma fuori dalle stanze istituzionali la realtà appare diversa: ci sono famiglie che da settimane non ricevono acqua e la storia segnalata da una madre è simbolo di una crisi che continua
a colpire anche i più fragili, senza risposte immediate e senza una soluzione definitiva.