Il report
Il 14,9% delle donne ha subìto abusi, il 7,8% prima dei 16 anni: allarme in famiglia nei dati Istat
Circa tre milioni di italiane sono state vittime di violenze fisiche o sessuali, spesso da parenti o conoscenti. E prevale il silenzio
Il 14,9% delle donne dai 16 ai 75 anni ha subìto almeno una violenza, fisica o sessuale. Tradotto in numeri assoluti, questo dato allarmante coinvolge il 15,3% delle donne italiane, pari a circa tre milioni di persone, e l’11,4% delle straniere, per un totale di oltre 244mila donne. Ad accendere i riflettori su questo dramma è il report dell’Istat «Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta - Anno 2025». Analizzando i numeri, emerge una notizia parzialmente incoraggiante riguardo la sola sfera sessuale: le donne dai 16 ai 70 anni che dichiarano di aver subìto questo tipo di abusi prima dei 16 anni sono complessivamente il 7,8% nel 2025, un «dato in calo rispetto al 10,6% del 2014». Nello specifico, dichiarano di aver subìto violenza sessuale prima dei 16 anni «l’8,2% delle donne italiane e il 3,4% tra le donne straniere». Discorso diverso per la violenza fisica, che «interessa quote sostanzialmente analoghe nelle due popolazioni (9,2% tra le italiane e 9,6% tra le straniere)».
L'indagine statistica si basa su quattro specifiche tipologie di violenza: «essere costretta a posare nuda; essere toccata nelle parti intime contro la propria volontà; essere costretta a toccare le parti intime di un’altra persona; essere costretta ad avere un rapporto sessuale». Il report precisa che «La maggior parte degli episodi di violenza sessuale si verifica tra gli 11 e i 16 anni, ma l’8,2% delle vittime italiane colloca il primo episodio prima dei 6 anni». L’analisi evidenzia inoltre un inquietante filo conduttore, dimostrando che «queste violenze sono perpetrate prevalentemente da persone conosciute dalla vittima». Infatti, «Hanno subìto violenza fisica e/o sessuale da parte di almeno una persona conosciuta (inclusi i familiari e i parenti) il 13,5% delle donne italiane e l’11,2% delle straniere», mentre le aggressioni da parte di perfetti sconosciuti crollano rispettivamente al 2,1% e allo 0,6%. All'interno della cerchia dei conoscenti, «assumono un ruolo rilevante i genitori, indicati dal 3,9% delle italiane e dal 4,3% delle straniere, in particolare il padre o patrigno (2,7% e 3,7%)».
Entrando nel merito delle dinamiche, l'Istat spiega che «La ripetitività degli episodi di violenza sessuale si associa al tipo di autore che la commette». Tra le cittadine italiane, infatti, gli episodi vengono vissuti come eventi "rari o isolati" dall’82,2% di quante indicano uno sconosciuto e dal 67% di quelle che indicano un conoscente. La situazione cambia drasticamente all'interno delle mura domestiche, poiché «tra le donne che indicano il padre o patrigno come autore prevalgono gli episodi ripetuti: il 35,5% riferisce che si sono verificati qualche volta, il 23,2% spesso e il 2,7% sempre». A questo dramma si lega strettamente la percezione dell'evento, dal momento che «Anche la gravità è maggiore nel caso delle violenze subite in famiglia». Le italiane ritengono «molto grave la violenza, quando questa è stata effettuata dal padre o patrigno (80,1%), meno grave quella per mano dei conoscenti (60,7%), di altri parenti di sesso maschile (55,5%) e degli sconosciuti (al 53,6%)». Il macigno più pesante che grava su queste giovani vittime resta però quello dell'omertà, in quanto «La maggior parte delle ragazze e delle bambine non parla della violenza sessuale subìta». Secondo i dati, «Il silenzio sull'accaduto rappresenta la situazione più frequente sia tra le italiane sia tra le straniere: rispettivamente il 58,4% e il 58,3% delle donne che hanno subìto violenza sessuale prima dei 16 anni dichiara di non averne parlato con nessuno al momento della violenza». Solamente una minoranza sceglie di aprirsi e «Le italiane ne parlano di più con familiari o parenti (29,9%) e meno frequentemente con amici, compagni di scuola o vicini (10,8%)».