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il caso

La mappa dei migliori ospedali del mondo: nessuna struttura siciliana nelle prime 2.000 posizioni

La classifica di Newsweek 2027, l'Italia brilla, ma la Sicilia resta a zero: tre ospedali del Bel Paese nella top ten globale delle specializzazioni mediche, mentre nessuna struttura dell'isola riesce a entrare nelle graduatorie internazionali

17 Settembre 2026, 20:38

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La mappa dei migliori ospedali del mondo: nessuna struttura siciliana nelle prime 2.000 posizioni

L’eccellenza sanitaria italiana consolida la propria posizione ai vertici mondiali, ma mette in luce un profondo squilibrio lungo la Penisola. Nella classifica internazionale “World’s Best Specialized Hospitals 2027”, elaborata dalla rivista statunitense Newsweek in collaborazione con la società di ricerca Statista, l’Italia figura tra i Paesi guida della medicina ad alta specializzazione, con ben 42 strutture inserite tra le migliori al mondo.

Un risultato di rilievo, incrinato tuttavia da un dato inequivocabile: nessun ospedale siciliano compare nelle graduatorie globali. La mappa dell’eccellenza tracciata dal ranking premia in maniera netta le regioni del Centro-Nord. Il rapporto valuta le performance su 13 aree cliniche, passando al setaccio migliaia di centri a livello planetario, sulla base di tre criteri principali: reputazione tra i professionisti, accreditamenti ufficiali e indicatori di qualità legati agli esiti riferiti dai pazienti (PROMs).

L’Italia conquista tre piazzamenti nella Top Ten mondiale delle rispettive discipline: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma è 4° su 250 in Pediatria; l’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano è 8° su 150 in Neurologia; il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma sale sul podio con il 3° posto su 125 in Ostetricia e Ginecologia. Ai margini della decina di vertice si segnalano inoltre l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, 9° nell’Ortopedia; lo stesso Gemelli, 11° in Gastroenterologia e 29° in Endocrinologia; e l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, 14° in Oncologia.

Nel complesso, l’Italia schiera 21 centri in Cardiologia (con l’IRCCS San Raffaele di Milano al 22° posto), 15 in Oncologia e 11 in Pediatria. Il quadro territoriale, però, restituisce una frattura marcata. Delle 42 strutture italiane presenti, la quota prevalente si addensa in Lombardia (15 ospedali) e Lazio (7), seguite dal Piemonte (5). Campania, Toscana e Veneto contano 3 presidi ciascuno.

La Sicilia, come altre regioni del Mezzogiorno, non registra alcuna presenza nelle 13 specialità considerate: nessun centro isolano risulta tra i riferimenti internazionali per cardiologia, oncologia, neurologia o chirurgia specialistica. Un’assenza totale che richiama le difficoltà croniche del sistema regionale nell’affermarsi sui parametri di reputazione, accreditamento e qualità percepita dai pazienti. Mentre il Centro-Nord rafforza la propria attrattività clinica e scientifica a livello globale, il vuoto della Sicilia nella mappa dell’eccellenza evidenzia la persistenza di disparità territoriali nell’accesso a cure di altissima specializzazione.