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Attualità

La città di Pozzallo presenta il conto al gerarca fascista Pennavaria

E' convocata per il 25 settembre la seduta del consiglio comunale in cui si discuterà e deciderà se revocare o meno l'onorificenza del passato a una figura divisiva

17 Settembre 2026, 23:49

23:50

"Pozzallo revochi quel riconoscimento al gerarca fascista Filippo Pennavaria"

Filippo Pennavaria

La decisione è ormai ufficiale e scritta nero su bianco nell’ordine del giorno del Consiglio comunale di Pozzallo, convocato per il 25 settembre 2026. L’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Ammatuna ha scelto di affrontare definitivamente il nodo storico e politico legato a Filippo Pennavaria, passando dalle parole ai fatti con la proposta di revoca dell’onorificenza concessa in passato all’ex podestà, figura di rilievo del fascismo locale.

Pennavaria, originario di Ragusa, fu tra i protagonisti della stagione amministrativa del ventennio. Da podestà e dirigente politico, contribuì alla trasformazione urbanistica della città, promuovendo opere pubbliche e piani di sviluppo che segnarono la modernizzazione del territorio ibleo. Ma la sua figura resta indissolubilmente legata al regime, alle sue politiche autoritarie e al sistema di potere che ne derivò.
Negli anni successivi alla guerra, il suo nome è rimasto al centro di un dibattito complesso: tra chi ne riconosceva il ruolo nella crescita della città e chi ne contestava la memoria pubblica, ritenendo incompatibile ogni riconoscimento con i valori democratici della Repubblica.

La questione è tornata d’attualità dopo la richiesta dell’ANPPIA di rimuovere l’onorificenza, considerata un retaggio del passato fascista. Da quel momento, il tema ha attraversato mesi di confronto tra istituzioni, storici e cittadini, fino alla decisione di portare la revoca in aula.
Il voto del 25 settembre segnerà dunque un passaggio simbolico e politico di rilievo: la volontà di ricomporre la memoria storica e di ribadire i principi costituzionali su cui si fonda la comunità pozzallese.

La seduta si preannuncia carica di significato, non solo per il valore dell’atto ma per ciò che rappresenta: la chiusura di una pagina controversa e la riaffermazione di una memoria condivisa, capace di guardare al passato con consapevolezza e al futuro con responsabilità.