mafia
19 Settembre 2026 - 10:55
Dalla casa di un boss a una casa per gli animali abbandonati. È il nuovo destino dell’immobile di contrada Giganna appartenuto a Diego Calì, bene sottratto alla mafia e oggi restituito alla città sotto forma di micro canile comunale e oasi felina. La storia dell’immobile è quella di un lungo percorso giudiziario e amministrativo. I beni riconducibili a Calì nel 2019 sono stati definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato. Da quel momento è cominciato il percorso per il loro riutilizzo sociale. Ieri mattina, in contrada Giganna, quel percorso ha raggiunto un traguardo concreto con l’inaugurazione della struttura destinata agli animali. Un bene confiscato alla mafia diventa un luogo che la città può utilizzare. E la scelta di destinarlo agli animali rende ancora più evidente la trasformazione, dove prima c’era un patrimonio riconducibile a un esponente della criminalità organizzata, oggi ci sono cuccioli da accudire, gatti feriti da curare e famiglie da incontrare.
Il micro canile potrà ospitare fino a 20 cani contemporaneamente, con particolare attenzione ai cuccioli. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è affrontare in maniera diversa il problema del randagismo, evitando quando possibile il ricorso alle strutture convenzionate e favorendo un percorso più rapido verso l’adozione. Gli animali saranno identificati attraverso il microchip, sottoposti alle cure, sterilizzati e assistiti fino a quando non sarà possibile trovare loro una famiglia. Accanto al micro canile è stata realizzata l’oasi felina, pensata soprattutto per accogliere gatti feriti o incidentati. Il tutto con una funzione temporanea: gli animali saranno curati e assistiti durante la convalescenza, per essere poi restituiti al territorio. La nuova struttura ha già i suoi primi ospiti: dieci cuccioli e due gatti. Sono loro a raccontare, meglio di ogni cerimonia, la seconda vita di quell’immobile.
La confisca diventa così qualcosa di visibile e quotidiano: un bene sottratto alla mafia viene utilizzato per affrontare un problema della città e per costruire nuove opportunità di accoglienza e adozione. «Il microcanile restituisce un bene confiscato alla mafia alla città e permette di accudire gli animali e adottarli subito – afferma il sindaco Gioacchino Comparato - questa è una vittoria per la città. Doppia valenza dell’intervento, di contrasto al randagismo e riutilizzo sociale di un patrimonio sottratto alla criminalità». All’inaugurazione erano presenti autorità civili e militari, studenti, associazioni animaliste, organizzazioni di volontariato e cittadini. Con il sindaco Comparato anche il presidente della Provincia e sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro e il sindaco di Marianopoli Salvatore Noto. Nel corso della mattinata è stata inoltre intitolata a Michele Gallina la sala convegni della struttura. Animalista convinto e impegnato nella tutela degli animali, Gallina è morto lo scorso ottobre. Il suo nome resterà legato a un luogo pensato anche per promuovere sensibilizzazione e cultura della cura.
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