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il fatto

Niscemi, in 232 sono senza una casa: «Pronti all’accampamento solidale»

Si profila la protesta se non si trovano soluzioni abitative celeri

21 Settembre 2026, 10:14

10:20

Niscemi, in 232 sono senza una casa: «Pronti all’accampamento solidale»

Sono attualmente 232 le famiglie per un totale di 471 persone che a causa della frana, sono sgomberate dalle loro case, diverse delle quali sono crollate, altre sono rimaste squarciate e sospese nel vuoto dei ripidi dirupi che si sono formati, ed altre ancora sfollate perché vicine al ciglio di frana. Proprio per queste famiglie, Giuseppe Maida, con un pubblico manifesto, lancia un appello alle Istituzioni affinché vengano stabilizzati al più presto i concittadini che a causa della frana hanno perso la casa. «O i soldi o la casa» si legge nel manifesto di Maida, «fate presto a risarcire le famiglie che hanno perso tutto per la frana di Niscemi altrimenti siamo pronti ad organizzate un prossimo “Accampamento solidale”»!

Maida, non appartenente ad alcun movimento politico, animato da uno spiccato senso civico, impegnato al servizio della comunità ed anche in aiuto dei terremotati dell'Aquila nel 2009 e di Mirandola nel 2012 come volontario di protezione civile, profondamente commosso da un post su facebook della signora Loide Rinaudo che racconta le ripercussioni devastanti che la frana ha provocato nella vita della sua famiglia perché sgomberata, si rivolge agli organi istituzionali delegati a liquidare gli indennizzi in tempi relativamente celeri alle persone che hanno perso la casa, alle attività lavorative ed a chi risiede ancora nella zona rossa. «Confidiamo - afferma Giuseppe Maida - nella serietà e buonsenso delle Istituzioni preposte a volere liquidare le famiglie sgombrate per evitare di manifestare il nostro sostegno con un eventuale accampamento solidale in tenda, roulotte o camper nei fine settimana così come è stato fatto nelle precedenti storiche manifestazioni contro il Muos e per il mantenimento del nostro ospedale. Preciso - conclude - che il mio appello e le iniziative che mi riservo di attuare non vogliono scavalcare nessun Comitato e nessun movimento degli sfollati, ma stimolare gli organi preposti ad attivarsi affinché, prima di ogni intervento tecnico di consolidamento del fronte franoso, vengano stabilizzati i nostri sfortunati amici concittadini che hanno perso tutto».