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Infortuni sul lavoro, la Sicilia corre a velocità doppia rispetto all'Italia: +9,8% nei primi sette mesi
I dati Inail al 31 luglio evidenziano un'impennata delle denunce nell'Isola, trainata dal settore sanitario e dai tragitti casa-lavoro
Nei primi sette mesi dell’anno in Sicilia si registra un’accelerazione allarmante degli infortuni sul lavoro, con una crescita che procede a una velocità quasi doppia rispetto al dato nazionale. Secondo le rilevazioni Inail aggiornate al 31 luglio, al netto dei casi che riguardano gli studenti, le denunce di infortunio nell’Isola sono salite da 10.771 nello stesso periodo del 2025 a 11.822, pari a un incremento del 9,8%. Sul totale del Paese l’aumento si ferma al 4,9%, con le segnalazioni complessive passate da 244.495 a 256.471.

La dinamica per gestioni e settori conferma la spinta della gestione Industria e Servizi, che fa segnare un +10,3%. Ancora più marcata la variazione nella gestione in conto Stato: 3.687 eventi denunciati, in crescita dell’11,9% rispetto ai 3.294 di luglio 2025. Rimane pressoché invariato il comparto Agricoltura, con 1.048 infortuni notificati. Considerando i singoli ambiti economici, il primato per numero di denunce spetta alla sanità e assistenza sociale, con 1.403 casi nei primi sette mesi dell’anno. A seguire, le costruzioni con 1.149 segnalazioni, il commercio all’ingrosso e al dettaglio con 1.080 e il trasporto e magazzinaggio con 915 eventi. A crescere non sono soltanto gli incidenti avvenuti nei luoghi di lavoro, ma anche quelli verificatisi nel tragitto casa-lavoro: gli infortuni in itinere (sempre al netto della componente studentesca) aumentano dell’11,8%, passando da 2.615 a 2.923 denunce. Parallelamente, il report indica un andamento in salita anche tra gli studenti residenti in Sicilia: 2.285 segnalazioni, il 10,1% in più rispetto alle 2.075 dello stesso periodo del 2025.
Sul fronte delle “morti bianche”, il bilancio regionale mostra una lievissima flessione ma resta su livelli critici: al 31 luglio si contano 50 denunce di infortunio con esito mortale, contro le 51 dei primi sette mesi dell’anno precedente. Un andamento in linea con quello nazionale dove, al netto degli studenti, le denunce mortali sono state 582, in calo rispetto alle 600 registrate nello stesso periodo del 2025.