la proposta
Verso il policlinico della Sicilia centrale: un piano per integrare università, sanità e ricerca
Piano strategico per integrare formazione, ricerca e assistenza
Il Consorzio Universitario di Caltanissetta ha inviato ufficialmente all’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mimmo Turano, il “Piano Strategico per lo sviluppo del Sistema Universitario e la costituzione del Policlinico della Sicilia Centrale”. Alla proposta sono allegati un Executive Summary e una presentazione illustrativa, così da offrire agli interlocutori istituzionali un quadro organico dell’iniziativa. Il documento dà seguito al percorso avviato il 29 maggio 2026 in occasione degli Stati Generali dell’Offerta Formativa Universitaria della Provincia di Caltanissetta, quando l’assessore Turano affidò al Consorzio l’incarico di elaborare una proposta complessiva per il futuro assetto accademico e sanitario del territorio.
Il progetto mira a integrare alta formazione, ricerca scientifica, assistenza sanitaria e sviluppo socioeconomico. Tra gli asset individuati figurano il presidio ospedaliero Sant’Elia, il Cefpas e le infrastrutture universitarie e scientifiche già operative nell’area. Secondo il presidente del Consorzio, Gianluca Tumminelli, queste componenti rappresentano le fondamenta per inaugurare una nuova stagione di crescita del sistema universitario della Sicilia centrale. «L’obiettivo è superare una presenza universitaria prevalentemente fondata sul decentramento della didattica», si legge nel documento, per approdare alla costruzione di «un sistema universitario e scientifico stabile, multidisciplinare e integrato con la sanità e la ricerca». Fulcro del Piano è il percorso verso l’istituzione del Policlinico della Sicilia Centrale e della relativa Azienda Ospedaliero-Universitaria. Tali strutture non vengono considerate traguardi isolati, ma strumenti capaci di generare impatti positivi su più fronti: miglioramento della qualità dell’assistenza, crescita dell’università e della ricerca, rafforzamento istituzionale e territoriale. La proposta non preindividua un ateneo di riferimento: il Consorzio suggerisce alla Regione di avviare una manifestazione pubblica di interesse per raccogliere e confrontare le diverse configurazioni accademiche, sanitarie e scientifiche realmente attuabili.
La valutazione, fondata su criteri trasparenti e su un’istruttoria comparativa, dovrebbe poi essere sottoposta alla Giunta regionale per le conseguenti determinazioni. «Non proponiamo una soluzione precostituita, ma un percorso aperto e verificabile», è la linea contenuta nel Piano, che affida al governo regionale il compito di selezionare le opzioni più adeguate in termini di sostenibilità, qualità dell’offerta e ricadute sul territorio. Mettere a sistema le eccellenze locali per superare l’isolamento e candidarsi a diventare un polo di primo piano nel panorama accademico e scientifico del Mediterraneo: è la traiettoria delineata dal documento strategico, che guarda ai modelli nazionali più riusciti, respingendo la logica delle “cattedrali nel deserto” e degli interventi di semplice maquillage istituzionale.
La ricetta proposta non parte da zero né dalla realizzazione di un’unica grande opera isolata. L’obiettivo dichiarato da Tumminelli è l’integrazione di quanto di valido già opera nel cuore dell’Isola, eliminando sovrapposizioni e duplicazioni per dar vita a una rete d’eccellenza. In questo disegno convergono, da un lato, l’autonomia e il dinamismo dell’Università Kore di Enna e, dall’altro, la solida presenza pubblica del Polo nisseno dell’Università di Palermo. A fungere da cerniera con la formazione manageriale e la tutela della salute intervengono il Cefpas, l’Azienda Sanitaria Provinciale e, soprattutto, l’ospedale Sant’Elia, destinato secondo i piani a diventare il cuore pulsante del futuro Policlinico Universitario.
Ruolo chiave di coordinamento è attribuito al Consorzio Universitario di Caltanissetta, forte di un patrimonio di strutture e relazioni pronto a essere valorizzato. L’ambizione è creare un autentico ecosistema della salute e della conoscenza, capace di far procedere all’unisono didattica di alto livello, cura del cittadino, ricerca avanzata e attrattività economica delle province di Enna e Caltanissetta. La definizione dell’assetto accademico definitivo resta aperta: sarà la successiva fase di confronto istituzionale a vagliare le alternative, premiando sostenibilità, qualità scientifica e reale radicamento territoriale. Un elemento cruciale è la geografia: la collocazione baricentrica della Sicilia centrale è letta nel Piano come una naturale proiezione verso il Mediterraneo, un’opportunità strategica per attrarre investimenti, stringere partnership internazionali nella sanità e trasformare l’entroterra siciliano in una moderna piattaforma di dialogo culturale e scientifico.