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Attualità

Legambiente dice no al parcheggio di via Peschiera a Ragusa Ibla

"Troppo impatto, investiamo invece su parcheggi scambiatori e mobilità pulita"

27 Settembre 2026, 09:16

09:20

Parcheggio Ibla

Il progetto del parcheggio di Ibla

Legambiente boccia il parcheggio multipiano di via Peschiera: “Puntiamo su scambiatori e mobilità pulita” Il 1° settembre il Consiglio comunale di Ragusa ha approvato la delibera per realizzare un parcheggio multipiano interrato in via Peschiera, a Ragusa Ibla: quattro livelli sotterranei collegati da una rampa elicoidale, 393 posti auto e 25 per motocicli, per un investimento complessivo di 13,5 milioni di euro. Previsto un contributo della Provincia pari a 2,3 milioni e l’affidamento della gestione a un partner privato tramite concessione trentennale. Il Circolo Legambiente Ragusa “Il Carrubo” riconosce la necessità di affrontare la criticità della sosta e della circolazione nel cuore di Ibla, ma giudica la soluzione approvata “sbagliata nei presupposti, nell’impatto e nella visione” e chiede alla Giunta di rivedere il progetto prima dell’apertura del cantiere. Le ragioni del no - Ibla è un sito UNESCO, bene paesaggistico e identitario di valore eccezionale: un intervento di tale scala rischia di produrre effetti irreversibili.

Quattro piani interrati a ridosso del tessuto storico implicano scavi estesi, possibili micro-deformazioni del terreno, traffico pesante da cantiere e un monitoraggio ambientale complesso, come indicano gli studi geologici. - L’aumento dell’offerta di sosta in centro tende a generare più traffico privato, non meno: l’esperienza di numerose città italiane dimostra che nuovi stalli attraggono veicoli verso i borghi storici, amplificando l’impatto e allontanando gli obiettivi europei di decarbonizzazione della mobilità urbana. - Il partenariato pubblico-privato con concessione pluriennale rischia di vincolare l’amministrazione per decenni su un’opera delicata, limitando flessibilità e margini di governo pubblico.

Le alternative proposte: scambiatori, navette elettriche, ZTL Legambiente suggerisce un modello consolidato in Italia e in Europa, già sperimentato in centri UNESCO come Matera e Urbino: 1) Parcheggi scambiatori capienti agli accessi della città e in nodi strategici, preferibilmente in corrispondenza di fermate dei bus extraurbani e stazioni ferroviarie (esistenti e in programma), con costi unitari notevolmente inferiori rispetto a un parcheggio ipogeo sotto il centro storico. 2) Navette elettriche ad alta frequenza verso Ibla, con corse ravvicinate, accessibili alle persone con disabilità e gratuite o a tariffa simbolica, in grado di raggiungere Piazza Duomo in pochi minuti. 3) Zone a traffico limitato e sosta riservata ai residenti di Ibla, con permessi nominativi, per restituire vivibilità alle strade, ridurre il traffico di attraversamento e valorizzare l’offerta turistica. 4) Promozione della mobilità attiva e dello sharing: ciclovie, percorsi pedonali protetti, bike sharing e parcheggi bici sicuri nei capolinea delle navette. 5) Riqualificazione degli spazi esterni oggi occupati dalla sosta in superficie, trasformandoli in aree pubbliche alberate e fruibili.

Le richieste a Giunta e Consiglio - Sospendere l’iter del progetto di via Peschiera e avviare un Tavolo tecnico con Sovrintendenza, Ministero della Cultura, associazioni ambientaliste e culturali e cittadinanza. - Commissionare uno studio sui flussi reali di mobilità e valutare l’alternativa dei parcheggi scambiatori con navette elettriche. - Ripensare la governance della mobilità di Ibla ispirandosi al modello della “15-Minute City”, puntando su accessibilità universale e qualità ambientale, anziché sulla motorizzazione privata. “Ibla non è un parcheggio: è la nostra identità”, dichiara il Circolo “Il Carrubo”. “Investire 13,5 milioni di euro per portare altre automobili nel cuore di un sito UNESCO significa schiacciare il futuro di Ragusa sotto quattro piani di cemento. La sfida oggi è mettere la persona al centro, non l’auto: parcheggio scambiatore, navetta elettrica, isola pedonale, mobilità dolce, permessi per i residenti. Questa è la città che vogliamo.” Il Circolo si dichiara disponibile a collaborare con Amministrazione comunale, Sovrintendenza, Prefettura, associazioni culturali e cittadinanza per approfondire ogni aspetto e sostenere un piano di mobilità realmente sostenibile per Ragusa.