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il racconto

Voli sospesi per la cenere: le storie di chi non può tornare a Catania e chi si è dovuto arrangiare

Un gruppo di italiani è bloccato a Sharm el Sheikh, una donna ad Alghero e c'è chi ha optato per i collegamenti via terra

28 Settembre 2026, 10:45

10:50

Etna, l’aeroporto di Catania di nuovo operativo: lento ritorno alla normalità

Voli cancellati, aeroporto chiuso, informazioni che arrivano a singhiozzo e passeggeri costretti a cercare autonomamente una via per tornare a casa. Tutto questo emerge dalle testimonianze di alcuni viaggiatori rimasti coinvolti nei disagi dei collegamenti con Catania. 

Una delle situazioni più delicate riguarda un gruppo di cittadini italiani bloccati a Sharm el Sheikh. Il loro volo Air Cairo SM811, previsto il 27 settembre con destinazione Catania, è stato inizialmente deviato su Palermo e successivamente, secondo quanto raccontano i passeggeri, non è più partito. «Da allora siamo ancora bloccati senza una soluzione concreta e, soprattutto, senza informazioni chiare sui tempi e sulle modalità del nostro rientro», scrivono in una lettera indirizzata al nostro quotidiano. I passeggeri sono stati sistemati dalla compagnia all'Hotel Parrotel di Sharm el Sheikh, dove hanno atteso indicazioni sul trasferimento in aeroporto. «Ci era stato comunicato che alle ore 9:00 saremmo stati prelevati per essere accompagnati in aeroporto, ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna conferma, indicazione o aggiornamento», raccontano.

Il problema sarebbe legato alla chiusura dell'aeroporto di Catania a causa della presenza di ceneri vulcaniche. Da qui la richiesta di individuare uno scalo alternativo per consentire il rientro in Italia, verificando in particolare la possibilità di utilizzare Palermo. «Siamo cittadini italiani bloccati all'estero, attualmente privi di informazioni certe e senza una prospettiva chiara sul nostro rientro», denunciano i passeggeri, chiedendo un intervento urgente per verificare la situazione del volo, le eventuali autorizzazioni per utilizzare un aeroporto alternativo e le modalità concrete per tornare a casa.

Ma i disagi non riguardano soltanto chi si trova ancora all'estero. Anche per chi è già arrivato in Sicilia, l'emergenza ha significato improvvisare nuovi percorsi. Una passeggera racconta quanto accaduto all'aeroporto di Catania dopo aver ricevuto dall'applicazione easyJet un messaggio che la invitava a recarsi all'imbarco. Arrivata in aeroporto, però, la situazione era completamente diversa. «Arrivo a Catania ed il terminal C è sigillato, impossibile accedere, nessuna informazione», racconta. A quel punto è iniziata la ricerca autonoma di una soluzione. «Incomincia il fai da te per cercare di rientrare alle proprie destinazioni». Ma anche la rete dei trasporti via terra si è rivelata sotto pressione: «Treni tutti esauriti, pullman per il nord esauriti». La passeggera racconta di aver dovuto mettere insieme diversi mezzi di trasporto per attraversare lo Stretto e proseguire verso nord. Un viaggio complicato, fatto di attese e cambi, con conseguenze anche sulla vita quotidiana: «Appuntamenti rinviati con relative conseguenze, bivacco nelle stazioni ferroviarie per cercare di prendere il primo treno libero».

Un altro racconto arriva da una passeggera del volo Alghero-Catania, inizialmente previsto alle 21.05 di domenica. Arrivata in aeroporto alle 19, aveva trovato sul tabellone un nuovo orario di partenza, fissato alle 22.45. «Noi tranquilli abbiamo aspettato convinti che potessimo arrivare almeno in Sicilia», racconta. Poi è arrivata sul telefono la comunicazione della cancellazione. I passeggeri si sono rivolti agli operatori del desk, ma, secondo la testimonianza, «increduli ci dicono che loro non sanno nulla». Dopo circa due ore sarebbe arrivata la conferma della cancellazione, insieme all'indicazione di rivolgersi alla compagnia aerea per organizzare il rientro. La passeggera racconta che sarebbe stata prospettata anche la possibilità di organizzarsi autonomamente e chiedere successivamente il rimborso. 

Dietro le cancellazioni ci sono persone che devono tornare al lavoro, appuntamenti da rinviare, famiglie in attesa, coincidenze da riprogrammare e spese impreviste da affrontare. Quando un volo salta, il problema si riversa infatti sull'intera rete dei trasporti: treni, autobus, traghetti e collegamenti successivi vengono presi d'assalto da chi cerca una strada alternativa.