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il caso

Musk torna al Pentagono: quattro mesi per progettare la guerra del futuro

Il segretario Hegseth lancia il Project Meridian affidando a Elon Musk, Palmer Luckey e Newt Gingrich lo studio sui conflitti dei prossimi decenni

01 Ottobre 2026, 16:21

16:31

Musk torna al Pentagono: quattro mesi per progettare la guerra del futuro

Nella base militare di Quantico, il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha annunciato la nascita del Project Meridian, un comitato consultivo di alto profilo incaricato di delineare le direttrici della difesa americana per i prossimi decenni.

A guidarlo sarà una squadra d’eccezione esterna alle catene di comando tradizionali: l’imprenditore Elon Musk, il fondatore di Anduril Palmer Luckey e l’ex presidente della Camera Newt Gingrich. Il coordinamento dell’iniziativa è stato affidato al responsabile tecnologico del Pentagono, Emil Michael. Durante la presentazione è stato chiarito che Meridian non conferisce ai suoi componenti alcuna autorità operativa sulle forze armate, né competenze dirette in materia di approvvigionamenti o contratti.

Il mandato è esclusivamente consultivo, focalizzato sull’individuazione delle lacune tecnologiche e sulla formulazione di raccomandazioni strategiche. Per Musk, si tratta di un rientro di forte peso politico nell’alveo dell’amministrazione Trump, dopo l’uscita dal DOGE e le polemiche dell’anno precedente. A differenza di quell’esperienza, incentrata sulla riforma della burocrazia federale, il nuovo incarico riguarda unicamente la difesa. Definire le priorità militari dei prossimi anni significa, tuttavia, orientare la direzione della ricerca e dell’industria degli armamenti. Project Meridian ha a disposizione 120 giorni per concludere i lavori e consegnare un rapporto finale composto da una parte pubblica e da un allegato classificato, così da consentire un confronto trasparente sulle linee generali senza compromettere valutazioni sensibili per la sicurezza nazionale.

L’orizzonte è ampio e comprende anche lo spazio compreso tra la Terra e la Luna. Tra le priorità l'intelligenza artificiale e robotica per l’analisi dei dati e il supporto alle decisioni operative, sistemi autonomi in grado di agire con intervento umano minimo, armi a energia diretta, come laser e microonde ad alta potenza, biotecnologie per la preparazione medica e la resilienza delle truppe.

Hegseth ha distinto nettamente Meridian da una seconda novità organizzativa: l’istituzione dell’Autonomous Warfare Command (Autowarcom). Se Meridian svolge una funzione di studio e indirizzo, Autowarcom avrà il compito operativo di accelerare l’adozione di droni e sistemi robotici nell’intero apparato delle forze armate. La fase di transizione verso il nuovo comando, denominata Project Agincourt, è stata affidata a Owen West e Max Strasiser. Il progetto pilota testerà un modello d’acquisto snello, capace di mettere in contatto diretto reparti operativi, ingegneri e imprese private. La piena operatività di Autowarcom è prevista per ottobre 2027, subordinata all’approvazione del Congresso sulle nuove autorizzazioni di spesa.

L’accelerazione del Pentagono prende le mosse dalle evidenze raccolte nei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, dove l’impiego massiccio di droni a basso costo e l’individuazione dei bersagli tramite intelligenza artificiale hanno mutato la natura dei combattimenti. Le principali criticità rilevate riguardano gli ostacoli burocratici negli acquisti e la distribuzione su larga scala di sistemi senza equipaggio. A ciò si aggiunge la vulnerabilità legata a infrastrutture private: un recente studio della RAND Corporation, diffuso tramite il centro analisi della NATO, ha esaminato il ruolo dei servizi spaziali commerciali come Starlink.

L’ingresso nel comitato di figure di primo piano del settore come Musk (SpaceX) e Luckey (Anduril) riaccende il dibattito su governance e potenziali conflitti d’interesse, poiché entrambe le aziende sono importanti fornitrici della Difesa. Il Congresso segue da vicino l’evoluzione del dossier. Già nel marzo 2025 le senatrici Elizabeth Warren e Tammy Duckworth avevano chiesto chiarimenti su presunti briefing concessi a Musk relativi a piani di guerra sulla Cina, sollevando interrogativi sui suoi interessi industriali nel Paese. Nel marzo 2026, sei senatori democratici, guidati da Mark Warner, Kirsten Gillibrand e Mark Kelly, hanno indirizzato una lettera ai leader tecnologici invocando garanzie stringenti sulla supervisione umana e sulla responsabilità etica nell’uso dell’intelligenza artificiale in ambito militare.