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La vertenza

Marmo ed edilizia, allarme nel Trapanese per le nuove norme sui Piani paesaggistici

Si apre il dibattito mentre Quinci punta su uno studio a livello provinciale per garantire imprese e occupazione

02 Ottobre 2026, 16:09

16:10

Marmo ed edilizia, allarme nel Trapanese per le nuove norme sui Piani paesaggistici

Il comparto del marmo torna al centro del confronto istituzionale dopo le modifiche alle norme tecniche di attuazione dei Piani paesaggistici regionali introdotte con un decreto regionale. A sollevare la questione è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che evidenzia i possibili effetti sulle attività produttive del territorio. La preoccupazione riguarda in particolare il distretto marmifero di Custonaci, riconosciuto come il principale polo estrattivo della Sicilia e tra i più importanti del Mezzogiorno.

Un comparto che da decenni rappresenta una delle poche realtà manifatturiere e industriali ad elevata vocazione esportatrice della provincia di Trapani, con una filiera che comprende estrazione, lavorazione, trasporto, commercializzazione e servizi collegati. Il bacino di Custonaci produce il celebre Perlato di Sicilia e altre varietà lapidee conosciute sui mercati nazionali e internazionali. Attorno all'attività estrattiva ruotano decine di aziende e numerose imprese dell'indotto, generando occupazione diretta e indiretta in un'area dove il marmo costituisce una delle principali fonti di reddito.

Il marmo di Custonaci è esportato in tutto il mondo, ma il comparto e il suo indotto hanno fortemente risentito della crisi economica e occupazionale che ha investito, in questi anni, tutti i comparti produttivi. Le ripercussioni economiche coinvolgono anche i settori della meccanica specializzata, dell'autotrasporto, della logistica e dell'edilizia. Proprio il legame tra estrazione e costruzioni rende particolarmente sentito il dibattito sulle nuove regole regionali. Le modifiche intervengono infatti sui criteri di utilizzo del territorio e sulle valutazioni urbanistiche, infrastrutturali e produttive, aspetti che secondo gli operatori potrebbero incidere sugli investimenti futuri e sui programmi di sviluppo delle imprese.

"L'obiettivo di riorganizzare la disciplina paesaggistica è condivisibile – dice Quinci chiedendo un confronto con la Regione Siciliana e l'Assessorato ai Beni Culturali - ma va raggiunto con la condivisione dei territori. Marmo ed edilizia sono due perni dello sviluppo del nostro territorio e meritano attenzione e ascolto. Il futuro dell'attività marmifera e di quella edile è un patrimonio comune che va difeso". Secondo il presidente del Libero Consorzio, il settore sarà uno dei temi centrali del futuro Piano Strategico provinciale, che dovrà individuare strumenti di sostegno e rilancio per un'industria considerata fondamentale per l'occupazione e la competitività del territorio.