La vertenza
Marmo ed edilizia, allarme nel Trapanese per le nuove norme sui Piani paesaggistici
Si apre il dibattito mentre Quinci punta su uno studio a livello provinciale per garantire imprese e occupazione
Il comparto del marmo torna al centro del confronto istituzionale dopo le modifiche alle norme tecniche di attuazione dei Piani paesaggistici regionali introdotte con un decreto regionale. A sollevare la questione è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che evidenzia i possibili effetti sulle attività produttive del territorio. La preoccupazione riguarda in particolare il distretto marmifero di Custonaci, riconosciuto come il principale polo estrattivo della Sicilia e tra i più importanti del Mezzogiorno.
Un comparto che da decenni rappresenta una delle poche realtà manifatturiere e industriali ad elevata vocazione esportatrice della provincia di Trapani, con una filiera che comprende estrazione, lavorazione, trasporto, commercializzazione e servizi collegati. Il bacino di Custonaci produce il celebre Perlato di Sicilia e altre varietà lapidee conosciute sui mercati nazionali e internazionali. Attorno all'attività estrattiva ruotano decine di aziende e numerose imprese dell'indotto, generando occupazione diretta e indiretta in un'area dove il marmo costituisce una delle principali fonti di reddito.
Il marmo di Custonaci è esportato in tutto il mondo, ma il comparto e il suo indotto hanno fortemente risentito della crisi economica e occupazionale che ha investito, in questi anni, tutti i comparti produttivi. Le ripercussioni economiche coinvolgono anche i settori della meccanica specializzata, dell'autotrasporto, della logistica e dell'edilizia. Proprio il legame tra estrazione e costruzioni rende particolarmente sentito il dibattito sulle nuove regole regionali. Le modifiche intervengono infatti sui criteri di utilizzo del territorio e sulle valutazioni urbanistiche, infrastrutturali e produttive, aspetti che secondo gli operatori potrebbero incidere sugli investimenti futuri e sui programmi di sviluppo delle imprese.
"L'obiettivo di riorganizzare la disciplina paesaggistica è condivisibile – dice Quinci chiedendo un confronto con la Regione Siciliana e l'Assessorato ai Beni Culturali - ma va raggiunto con la condivisione dei territori. Marmo ed edilizia sono due perni dello sviluppo del nostro territorio e meritano attenzione e ascolto. Il futuro dell'attività marmifera e di quella edile è un patrimonio comune che va difeso". Secondo il presidente del Libero Consorzio, il settore sarà uno dei temi centrali del futuro Piano Strategico provinciale, che dovrà individuare strumenti di sostegno e rilancio per un'industria considerata fondamentale per l'occupazione e la competitività del territorio.