Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
4 ottobre 2026 - Aggiornato alle 01:36
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

Attualità

A Marina di Acate il gemellaggio tra Caritas tunisina e Caritas di Sicilia

Sotto i riflettori l'impegno della Caritas diocesana di Ragusa lungo la fascia trasformata

04 Ottobre 2026, 00:13

00:20

A Marina di Acate il gemellaggio tra Caritas tunisina e Caritas di Sicilia

Un momento dell'incontro

Una delegazione di Caritas Tunisia, guidata dall’arcivescovo mons. Nicolas Lhernould e da suor Speciosa, direttrice dell’organismo caritativo, ha fatto tappa a Marina di Acate nell’ambito del gemellaggio avviato tra Caritas Sicilia e Caritas Tunisia. L’iniziativa si inserisce nel cinquantesimo anniversario di Caritas Italiana, che ha promosso la creazione di legami tra le Caritas regionali e le comunità ecclesiali di altri Paesi. Per la Sicilia, la scelta della Tunisia prosegue un percorso di relazioni consolidate, che comprende anche il gemellaggio pastorale tra la diocesi di Mazara del Vallo e la Chiesa tunisina, attivo da circa trent’anni. La visita ha offerto l’occasione di conoscere da vicino il lavoro della Caritas Diocesana di Ragusa, impegnata da oltre un decennio nella cosiddetta Fascia Trasformata, un’area segnata da una forte presenza di lavoratori e famiglie migranti, in particolare di origine tunisina.

Nel corso della giornata, la delegazione ha raggiunto alcuni luoghi simbolo dell’azione quotidiana della Caritas: il Centro Orizzonte a Colori, il Centro Famiglie e la nuova scuola dell’infanzia, inaugurata poche settimane fa. Tre presìdi che testimoniano un impegno articolato, orientato all’accoglienza, all’accompagnamento dei nuclei familiari e alla crescita dei più piccoli. Particolarmente significativo il giudizio di mons. Lhernould, che ha espresso apprezzamento per quanto visto e per il metodo cooperativo che sostiene gli interventi sul territorio.

“Abbiamo incontrato gente formidabile, molto impegnata in queste strutture che fanno emergere e toccare davvero la vicinanza e l’importanza del lavoro in rete”, ha dichiarato, sottolineando il valore della sinergia tra associazioni, Caritas, diocesi, istituzioni e autorità locali. Il presule ha evidenziato anche il protagonismo delle persone coinvolte nei progetti, non considerate semplici beneficiarie, ma parte attiva dei percorsi di solidarietà: “I beneficiari non sono soltanto beneficiari delle realtà, ma sono anche attori delle realtà”. Un richiamo a una cittadinanza che nasce dalla partecipazione e dalla condivisione della propria storia, cultura e dei propri talenti. Nonostante differenze organizzative e dimensioni diverse, la visita ha messo in luce una forte consonanza tra le due Chiese. “Ci sentiamo molto in sintonia, in consonanza con quello che si fa, ma soprattutto con il come si fanno queste cose”, ha osservato mons. Lhernould, indicando nella prossimità alle persone più fragili un terreno comune di impegno. Lo sguardo è ora rivolto alla prospettiva di tradurre la conoscenza reciproca in cooperazioni concrete.

“Mi auguro che questa visita di conoscenza reciproca possa trasformarsi in progetti comuni, anche umili, uno, due o tre, per poter portare avanti questa bella logica di vicinanza nell’agire insieme nel campo della fragilità umana”, ha auspicato il vescovo. La giornata si è conclusa con un sentito ringraziamento alla diocesi di Ragusa e a tutti gli operatori e volontari incontrati a Marina di Acate, nella consapevolezza che il cammino avviato rappresenti un’opportunità di crescita nella collaborazione.