Confronti
Torna Mare Liberum: geografia del potere e scenari internazionali
A Catania la X edizione della rassegna: quattro giorni di dialoghi su Europa e Mediterraneo nel disordine globale tra sicurezza, energia, migrazioni, intelligenza artificiale e protagonismo giovanile
La Sicilia è protagonista. Non può esserci frase più azzeccata, volendo includere anche il concetto di eccellenze, quando si parla di iniziative come Mare Liberum. «Nasce nel 2017 per restituire alla mia città parte del successo che mi ha concesso». A dirlo è Claudio Corbino, Ceo e Founder della Change the World Academy (Cwa) che da oltre vent’anni è protagonista internazionale nell’ambito dei diplomatici. L’intuizione nasce ventisei anni fa: «ho organizzato per la prima volta un convegno dove parteciparono 45 studenti catanesi basandomi sulla replica e sulla simulazione del funzionamento Onu, mettendo in rete tutti gli studenti che amano il mondo della diplomazia» fa sapere. «L'anno successivo fondo “Associazione diplomatici”. Dopo creo un contenitore più inclusivo, la Change the World Academy che replica in tutto il mondo quello che in quel momento ho fatto solo per l'Italia, convincendo le istituzioni a mettere a disposizione il palazzo di vetro dell'Onu».
Ma se da Catania parte questa splendida rivoluzione del settore congressuale, sempre a Catania si torna per celebrare, invece, la X edizione. Perché da lunedì all’8 ottobre il capoluogo etneo sarà il centro di un confronto dedicato agli equilibri internazionali. Il titolo scelto per questa edizione, “Europa e Mediterraneo nel disordine globale”, racchiude già la domanda attorno alla quale ruoteranno quattro giornate di incontri: quale ruolo possono ancora avere l’Europa e il Mediterraneo in uno scenario internazionale sempre più instabile e frammentato? Il Festival non si propone però come un appuntamento riservato solo agli specialisti. Al contrario, uno degli obiettivi dichiarati è rendere comprensibili anche a studenti e pubblico non esperto questioni geopolitiche spesso affrontate attraverso un linguaggio tecnico. Il Mediterraneo, nella visione di Mare Liberum, non è soltanto uno spazio geografico, ma un punto di intersezione tra Europa, Africa e Medio Oriente, attraversato da interessi politici, economici e strategici che ormai superano i tradizionali confini regionali. Ed è proprio il nostro mare, con le sue tensioni e le sue trasformazioni, a occupare una parte centrale del programma. Sicurezza, energia e migrazioni saranno al centro di uno dei panel internazionali della seconda giornata, insieme alle riflessioni sull’Europa come possibile “frontiera, potenza o destino comune”.
Tra gli interlocutori figurano Bernardino León, già rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Libia, la docente dell’Università di Catania Stefania Panebianco e Silvia Boltuc di SpecialEurasia. Ma il disordine globale non viene letto soltanto attraverso la lente della guerra e della diplomazia. Nel programma entrano infatti alcune delle questioni che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali: l’intelligenza artificiale, la sicurezza energetica, le catene di approvvigionamento, la disinformazione e il rapporto tra tecnologia e democrazia. Un panel sarà dedicato alla “nuova geografia del potere” prodotta dall’intreccio tra AI, energia e supply chain; un altro affronterà la democrazia nell’era dell’intelligenza artificiale, mentre il giorno successivo si parlerà di nuovi linguaggi dell’AI, evoluzione cognitiva e disinformazione. Nel programma trovano spazio il confronto sull’Italia, tra Europa e Mediterraneo, una riflessione sul ruolo delle istituzioni nell’era delle crisi e, nella giornata conclusiva, un appuntamento dedicato alla giustizia e alla possibile separazione delle carriere.
Tra i protagonisti annunciati figurano Gianfranco Fini, Fausto Bertinotti, Francesco Boccia e Claudio Martelli, accanto a docenti, magistrati e giornalisti. C’è poi un’altra parola che attraversa il programma: giovani. Il Festival dedica ampio spazio alle nuove generazioni attraverso il Change the World Day, una simulazione delle Nazioni Unite per gli studenti delle scuole superiori siciliane e laboratori sui diritti rivolti agli studenti delle scuole medie. Mercoledì, inoltre, uno dei panel sarà dedicato alla pressione sulla democrazia e al futuro dei giovani, con il contributo di docenti dell’Università di Catania e della caporedattrice Maghreb dell’Agence France Presse Françoise Kadri.