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scienza

Parte dalla Sicilia la caccia ai segreti del cosmo: al largo di Capo Passero le torri sottomarine da 700 metri per catturare i neutrini

Cresce il grande cacciatore di neutrini dell'Infn, guidato dalle eccellenze scientifiche siciliane e sostenuto dalla Regione

05 Ottobre 2026, 17:37

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Parte della Sicilia la caccia ai segreti del cosmo: al largo di Capo Passero le torri sottomarine da 700 metri per catturare i neutrini

Gigantesche strutture flessibili alte circa 700 metri, ancorate a oltre 3.500 metri di profondità e protese verso la superficie come grattacieli invisibili: non è fantascienza, ma il cuore di KM3NeT, l’infrastruttura sottomarina progettata per intercettare i neutrini, le particelle più elusive e affascinanti dell’universo. Questo grande laboratorio abissale ha la sua base in Sicilia: il sito ARCA sorge infatti nello specchio di mare al largo di Portopalo di Capo Passero.

Tutti i dati raccolti nel buio degli abissi e l’energia necessaria al funzionamento dei sensori viaggiano in tempo reale verso la costa grazie a due cavi elettro-ottici a lunga distanza, che connettono direttamente la stazione terrestre al nucleo dell’apparato sottomarino. Tra il 4 e il 20 settembre si è svolta una complessa campagna offshore con base operativa a Malta, che ha visto per la prima volta l’impiego della nave Ievoli Amber (gestita da NGS Next Geosolutions) e di un ROV filoguidato per interventi in alta profondità.

Obiettivo principale: calare sul fondale e mettere in servizio 12 nuove torri sottomarine da 700 metri. Ciascuna struttura è stata posizionata sul banco marino, collegata alla rete e poi dispiegata in verticale. Su di esse sono montati moduli ottici e fotomoltiplicatori, veri e propri “occhi” in grado di registrare i debolissimi lampi prodotti dall’interazione dei neutrini. In tutte le fasi di posa, ispezione e collaudo è stata confermata la piena operatività del 100% dei componenti immersi. Oltre alle 12 torri, l’infrastruttura è stata potenziata con l’installazione di due nuove junction box (i nodi abissali per la distribuzione di energia e dati), quattro cavi di interconnessione e due emettitori per il sistema di posizionamento acustico di precisione.

Con questo intervento, il sito di Portopalo raggiunge un totale di 62 torri da 700 metri operative, collegate a una rete di sette junction box sottomarine. Il legame con la Sicilia è profondo e strategico. L’impresa è il frutto di un ampio lavoro di squadra che coinvolge nove strutture dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con un ruolo di primo piano per la Sezione INFN di Catania e per i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN, anch’essi nel capoluogo etneo. La regia a terra delle operazioni è stata affidata alla tecnologa dell’INFN Rosanna Cocimano, site manager di KM3NeT ARCA, la cui coordinazione ha consentito di sincronizzare il lavoro con il team in mare, riducendo gli effetti del moto ondoso.

Come sottolineato dal rappresentante nazionale della Collaborazione KM3NeT, Pasquale Migliozzi, il successo della campagna apre la strada all’ampliamento finale fino a 151 torri. Un’evoluzione resa possibile dal determinante sostegno della Regione Siciliana, che ha stanziato 16 milioni di euro nell’ambito del Programma FESR Sicilia 2021-2027 per il progetto KM3Ne(X)T, affiancati da 4 milioni messi a disposizione dall’INFN, cui si aggiungono i 15,4 milioni del progetto NAUTILUS finanziati dal MUR. Un’opera ingegneristica e scientifica di livello mondiale che trasforma il mare di Sicilia in una finestra spalancata sui misteri più remoti del cosmo.