Politica
Festa provinciale dell'Unità, a Vittoria il Pd si è riunito per analizzare il presente e programmare il futuro
Tre giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti sui temi che riguardano il territorio
Tre giornate di incontri, dibattiti e partecipazione hanno animato la Villa Comunale di Vittoria per la Festa provinciale dell’Unità, promossa dalla Federazione del Partito Democratico di Ragusa. Al centro del cartellone: emigrazione giovanile, governo delle città, ruolo degli amministratori locali, prospettive del Mezzogiorno, organizzazione del partito, agricoltura e costruzione di un’alternativa politica in Sicilia e nel Paese.
All’appuntamento hanno preso parte dirigenti nazionali e regionali del PD, parlamentari, sindaci, amministratori, segretari di circolo, Giovani Democratici, rappresentanti del mondo agricolo, militanti e cittadini. L’apertura è stata affidata al sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, presente e parte attiva nei diversi momenti di confronto. Nelle prime due giornate si è discusso dei nodi cruciali per il futuro della provincia e dell’Isola. I Giovani Democratici hanno messo a fuoco le cause e le conseguenze della fuga dei ragazzi, indicando la necessità di moltiplicare nel territorio le opportunità di formazione e lavoro, anche attraverso la proposta di un polo universitario policentrico, per consentire a chi parte di poter scegliere di restare. Il tema del governo urbano e delle difficoltà degli enti locali è stato approfondito in due panel che hanno coinvolto sindaci e amministratori della provincia insieme al deputato regionale e primo cittadino di Solarino, Tiziano Spada.
È emersa l’immagine di Comuni chiamati a garantire servizi essenziali a fronte di risorse in calo, carenze di personale e crescenti criticità finanziarie e organizzative, oltre alla riflessione sul ruolo degli amministratori come primo presidio di prossimità tra istituzioni e comunità. Si è poi discusso di Mezzogiorno e, più in generale, della costruzione di un’alternativa ai governi nazionale e regionale con Michela Di Biase, Nico Stumpo, Anthony Barbagallo e Nello Dipasquale, in un confronto introdotto dal segretario provinciale Angelo Curciullo. Diritti, sanità pubblica, infrastrutture, questione morale, funzione del PD nella coalizione progressista e centralità del Sud nello scenario mediterraneo sono stati i capitoli principali.
Focus specifico sulle opere della provincia di Ragusa: dalla Ragusa-Catania alla Modica-Scicli, fino alle prospettive dell’aeroporto di Comiso. “Volevamo che questa Festa fosse soprattutto un luogo di confronto e penso che l’obiettivo sia stato raggiunto”, dichiara il segretario provinciale del PD di Ragusa, Angelo Curciullo. “Non abbiamo costruito tre giorni di passerelle, ma abbiamo provato a mettere attorno agli stessi tavoli esperienze diverse e a discutere delle questioni che riguardano concretamente il futuro delle nostre comunità. Abbiamo parlato con i giovani che vedono troppo spesso la partenza come un destino già scritto, con chi amministra quotidianamente i nostri Comuni, con i nostri circoli, con il mondo agricolo e con rappresentanti del partito ai diversi livelli istituzionali”.
La giornata conclusiva ha spostato l’attenzione sull’organizzazione del Partito Democratico e sul rapporto con i territori. I segretari dei circoli della provincia si sono confrontati con Sergio Lima, responsabile organizzativo del PD Sicilia, sul ruolo delle sezioni come avamposti di prossimità e luoghi in cui ricostruire partecipazione e legame con le comunità. Dal dibattito è arrivata una richiesta condivisa: rafforzare il collegamento tra territori e livelli regionale e nazionale, assicurando maggiore coerenza tra le battaglie condotte localmente e le decisioni assunte nelle istituzioni. Lima ha ribadito la centralità dei circoli, non solo come strutture deputate a congressi e campagne elettorali, ma come spazi nei quali le battaglie politiche prendono forma nel rapporto quotidiano con le persone. Esperienze e buone pratiche maturate in periferia, ha sottolineato, devono diventare patrimonio comune del partito, migliorando la comunicazione tra centro e territori. Tra i momenti salienti della giornata finale, il confronto “Agricoltura 4.0 tra cambiamenti climatici e crisi energetica”, con il sindaco Aiello, il presidente regionale di Coldiretti, Francesco Ferreri, Ignazio Maugeri di Acli Terra, il deputato regionale Dario Safina, Nello Dipasquale e Angelo Curciullo. Sul tavolo: caro gasolio e incremento dei costi di produzione, crisi del grano, effetti del cambiamento climatico, gestione e disponibilità idrica, ricambio generazionale, infrastrutture e logistica, chiusura delle filiere, tracciabilità dei prodotti e transizione energetica. Dipasquale ha richiamato la battaglia portata avanti all’Assemblea Regionale Siciliana sul clima e sulla necessità di dotarsi di strumenti di prevenzione di fronte a fenomeni estremi sempre più frequenti, ricordando il lavoro per l’istituzione dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici e il confronto in Aula con il presidente della Regione. Al centro anche la difesa della piccola e media impresa agricola e zootecnica e l’urgenza di evitare che terreni fertili e irrigui vengano sottratti alla produzione per operazioni speculative legate alle energie rinnovabili. Ha chiuso i lavori il dibattito sulle prospettive della Sicilia con la presidente regionale del PD, Cleo Li Calzi, i deputati regionali Nello Dipasquale e Dario Safina e il capo della segreteria regionale, Peppe Calabrese. Al centro, la costruzione di un’alternativa al governo Schifani, a partire da un programma e da una coalizione larga, ma anche le questioni che incidono direttamente sullo sviluppo dell’Isola: infrastrutture, sanità pubblica, questione morale, risorse per gli enti locali e contrasto alle disuguaglianze. Li Calzi ha sottolineato la priorità di partire dal progetto per la Sicilia, prima ancora che dai nomi, indicando nella definizione di un diverso modello economico e sociale il terreno su cui edificare l’alternativa. Nel corso del confronto sono tornate al centro alcune urgenze per la provincia iblea: dalla Ragusa-Catania al completamento della Siracusa-Gela fino al futuro dell’aeroporto di Comiso, insieme alla necessità di restituire ai Comuni risorse strutturali adeguate attraverso il Fondo per le autonomie locali. “Questi tre giorni ci consegnano soprattutto una responsabilità”, commenta Nello Dipasquale. “Abbiamo un partito presente nei territori, amministratori che ogni giorno affrontano problemi enormi, circoli che continuano a essere punti di riferimento nelle comunità e una nuova generazione che chiede alla politica opportunità concrete. Tutto questo deve trovare rappresentanza nelle istituzioni. Il nostro lavoro all’ARS deve partire dai territori e deve servire a costruire risposte sulla sanità, sulle infrastrutture, sull’agricoltura, sugli enti locali e sul lavoro. È da qui che dobbiamo costruire anche l’alternativa al governo della Regione”. “Chiudiamo la Festa, ma non il confronto che abbiamo aperto”, conclude Angelo Curciullo. “Il valore di queste tre giornate non si misura soltanto nella partecipazione, ma soprattutto nella quantità e nella qualità dei temi che siamo riusciti a mettere insieme. Giovani, amministratori, circoli, rappresentanti istituzionali, mondo agricolo: abbiamo voluto ascoltare esperienze e punti di vista differenti perché una Federazione provinciale deve essere prima di tutto questo, un luogo capace di tenere insieme i territori e trasformarne le esigenze in proposta politica. Adesso il lavoro continua nei circoli e nelle nostre comunità. La Festa dell’Unità non deve essere una parentesi, ma un punto dal quale ripartire”.