Attualità
Da Modica a Gemona, nel cuore della memoria
I volontari della protezione civile in Friuli per ricordare la tragedia del terremoto del maggio 1976
Dalla Sicilia al Friuli, un filo di memoria, solidarietà e impegno civico. Modica è stata presente a Gemona del Friuli, nel luogo che più di ogni altro testimonia la tragedia del terremoto del 6 maggio 1976 e, al contempo, la straordinaria capacità dell’Italia di reagire e fare fronte comune di fronte alla calamità. A Gemona il sisma causò circa 400 vittime: tra queste, 29 alpini della caserma Goi-Pantanali, divenuta nel tempo uno dei simboli più eloquenti del dramma friulano.
Il 4 ottobre 1976 segnò la conclusione di un ciclo di iniziative, eventi e raduni dedicati al ricordo di quel sisma che, soltanto pochi mesi prima, aveva sconvolto il Friuli. Ma la Goi-Pantanali non fu soltanto sinonimo di lutto: da lì passò anche una parte decisiva della grande macchina del soccorso, con uomini, mezzi e aiuti giunti da ogni angolo d’Italia e dall’estero. Fu proprio da quella esperienza che il Paese comprese l’urgenza di dotarsi di un sistema capace di coordinare, in modo efficace, tutte le forze in campo durante le emergenze. Una lezione raccolta e sviluppata da Giuseppe Zamberletti, artefice della moderna Protezione Civile italiana, fondata sulla cooperazione tra Stato, Regioni, enti locali e mondo del volontariato. A quasi mezzo secolo di distanza, quella storia continua a vivere grazie a migliaia di volontari che scelgono di dedicare tempo, energie e competenze al bene comune. Fra loro anche il rappresentante del GCVPC 056 di Modica, presente a Gemona accanto a numerosi colleghi provenienti da diverse regioni. «Per me è un onore essere qui e ricordare le vittime insieme a tanti altri colleghi delle altre regioni», ha dichiarato, racchiudendo il senso di una presenza vissuta non come semplice incarico, ma come momento di alto valore umano e istituzionale. Un’emozione resa possibile anche dalla fiducia espressa dal territorio e dalla dirigenza della Protezione Civile. «Ringrazio il Direttore Regionale Salvo Cocina, i NOPI funzionari del Servizio Volontariato S.07, i NOPI funzionari del Servizio regionale di Protezione Civile per la provincia di Ragusa S.14, il mio coordinatore e tutti i colleghi del GCVPC 056 per avermi dato fiducia e avermi permesso di rappresentare Modica».
Questa rappresentanza assume un peso particolare proprio perché proviene dalla Sicilia, una terra che conosce bene il valore del mutuo soccorso e l’importanza dell’intervento della Protezione Civile nei momenti più difficili. Da Modica a Gemona, dunque, nel segno di una memoria che unisce e richiama ogni volontario alle proprie responsabilità: esserci, aiutare, intervenire e, soprattutto, non dimenticare. Dalla tragedia del Friuli nacque una delle più grandi lezioni di solidarietà della storia italiana. Ancora oggi, davanti alla caserma Goi-Pantanali, quella eredità continua a vivere attraverso i volontari della Protezione Civile che, dal Nord al Sud del Paese, tengono acceso lo spirito di chi, nel 1976, si mise in cammino per sostenere una comunità ferita.