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A Trapani l'acqua resta inquinata: cittadini in piazza per chiedere risposte e tempi certi

Autobotti lente, rifornimenti dal dissalatore e sale l'esasperazione degli utenti

07 Ottobre 2026, 12:15

12:20

A Trapani l'acqua resta inquinata: cittadini in piazza per chiedere risposte e tempi certi

Trapani. Nonostante le notizie incoraggianti sull’imminente ripristino della normale erogazione dell’acqua, i cittadini delle zone coinvolte dall’emergenza idrica continuano a soffrire e ora hanno deciso di promuovere una nuova manifestazione pubblica di protesta. L’11 ottobre, dalle 17,30 alle 20, davanti al palazzo municipale il Comitato cittadino spontaneo «L'acqua è un diritto di tutti» promuoverà un sit-in per denunciare le conseguenze di una crisi che da mesi condiziona la vita quotidiana di centinaia di famiglie. La manifestazione nasce dal malcontento accumulato durante il lungo periodo di sospensione del servizio idrico, reso necessario dopo la contaminazione della rete.

Al centro della protesta non c'è soltanto il problema dell'inquinamento delle acque, ma soprattutto il sistema di approvvigionamento alternativo attraverso le autobotti, giudicato da molti utenti lento e inadeguato rispetto alle esigenze del territorio. I cittadini lamentano ritardi nelle consegne e difficoltà nell'accesso al servizio, ma anche la carenza di comunicazione da parte delle autorità comunali. Una situazione che ha costretto numerose famiglie a organizzarsi per mesi in funzione dell'arrivo delle autobotti, trasformando quella che doveva essere una soluzione emergenziale in una condizione prolungata nel tempo. Attualmente il rifornimento viene garantito attraverso il dissalatore gestito da Siciliacque, operativo tutti i giorni dalle 8 alle 19. Le imprese incaricate effettuano il prelievo dell'acqua sottoscrivendo la documentazione prevista, mentre gli utenti certificano l'avvenuta consegna e corrispondono il costo del trasporto, destinato successivamente al rimborso da parte dell'amministrazione comunale.

Il Comune, invece, provvede a regolarizzare i quantitativi erogati e a inserirli nella scheda idrica dell'utenza. Tra le criticità emerse negli ultimi mesi vi è anche il numero limitato di operatori in possesso dei requisiti richiesti, tra cui la regolarità contributiva e la documentazione antimafia. Tutte le misure di mitigazione dell'emergenza annunciate dal Comune, secondo i promotori della protesta sarebbero dovute arrivare molto prima. Da qui la scelta di scendere in piazza per chiedere risposte certe e tempi definiti per il ritorno alla piena normalità. Le più recenti analisi effettuate sui campioni prelevati nell'area interessata dalla contaminazione avrebbero escluso la presenza di ulteriori tracce di inquinamento, ma è una rassicurazione che il Comune riferisce dallo scorso settembre. E l'acqua rimane inquinata.