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Ci lascia Barbara Spinelli, l'intellettuale che raccontò e sfidò il potere europeo

Dalle inchieste sulla Jugoslavia e la Francia all'impegno a Strasburgo, il percorso di una penna libera rimasta indipendente nelle aule comunitarie

07 Ottobre 2026, 13:55

Ci lascia Barbara Spinelli, l'intellettuale che raccontò e sfidò il potere europeo

È scomparsa Barbara Spinelli, morta il 7 ottobre 2026 a 80 anni. La notizia, diffusa da fonti parlamentari europee a Strasburgo, annuncia la fine di una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano, saggista e già eurodeputata.

Nata a Roma il 31 maggio 1946, per oltre mezzo secolo ha raccontato e attraversato l’Europa, prima sulle pagine dei quotidiani e poi all’interno delle istituzioni comunitarie. Cronista e intellettuale, ha sempre intrecciato l’analisi del potere con l’interrogativo fondamentale su quali garanzie democratiche debbano proteggere i cittadini di fronte alle decisioni dell’Unione. Dopo un primo periodo all’Istituto Affari Internazionali di Roma, dedicato in particolare alla Jugoslavia e all’Europa orientale, Spinelli esordì nel 1972 su Il Globo.

Tra il 1973 e il 1976 fu corrispondente da Bruxelles anche per L’Espresso. Nel 1976 partecipò alla fondazione di la Repubblica, firmando corrispondenze da Parigi. Successivamente passò al Corriere della Sera come inviata speciale nella capitale francese e poi a La Stampa, dove fu corrispondente ed editorialista. Nel 2010 rientrò a la Repubblica in qualità di commentatrice, continuando a pubblicare analisi, fino agli ultimi anni, anche su Il Fatto Quotidiano.

Figlia di Altiero Spinelli — tra gli autori del Manifesto di Ventotene del 1941 e promotore del progetto di trattato dell’Unione europea del 1984 — e di Ursula Hirschmann, figura di primo piano dell’antifascismo, fondatrice del Movimento federalista europeo e dell’associazione Donne per l’Europa, Barbara Spinelli ha portato un cognome centrale nella storia del continente mantenendo un percorso intellettuale autonomo.

Nella vita privata ebbe un legame con l’economista Tommaso Padoa-Schioppa, iniziato nel 1998 e proseguito fino alla sua scomparsa. La sua riflessione sul Novecento e sulle istituzioni si è tradotta in opere di rilievo come Il sonno della memoria. L’Europa dei totalitarismi (Mondadori, 2001) e La sovranità assente (Einaudi, 2014).

Nel 2014 compì il passaggio dalla pagina al seggio: venne eletta al Parlamento europeo nella lista "L’Altra Europa con Tsipras", al termine di un intenso dibattito pubblico, e rimase in carica fino al 2019. Dal maggio 2015 risultò indipendente sul piano nazionale, pur continuando ad aderire al gruppo della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica. Fu vicepresidente della commissione Affari costituzionali e membro della commissione Libertà civili, distinguendosi nel 2019 come relatrice per l’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e per la difesa dell’Iniziativa dei cittadini europei. In quelle sedi richiamò con forza la necessità di trasformare i diritti formali in concrete possibilità di partecipazione democratica.