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La Pisside di Centuripe torna a casa: donazione etica dall’Università di Amsterdam

L'Allard Pierson la restituisce volontariamente dopo indagini sulla provenienza e sarà subito esposta

07 Ottobre 2026, 16:33

16:40

La Pisside di Centuripe torna a casa: donazione etica dall’Università di Amsterdam

Torna in Sicilia la Pisside di Centuripe, un vaso in terracotta con coperchio decorato da una scena nuziale e datato al III secolo a.C. L’opera rientra grazie a una donazione volontaria dell’Allard Pierson, museo archeologico dell’Università di Amsterdam, che l’aveva acquistata nel 1997 da un mercante d’arte svizzero. «Desidero ringraziare l’università per questo atto di grande generosità e responsabilità che segna un passaggio importante nei rapporti di collaborazione tra i Paesi Bassi e la Sicilia – ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – Siamo profondamente orgogliosi e contenti per questo ritorno a casa che non potrà che accrescere il potere attrattivo delle preziose collezioni che rappresentano la rara ceramica originaria di Centuripe. La Pisside sarà esposta stabilmente presso il museo regionale della cittadina nell'Ennese».

Con la restituzione, l’istituzione olandese ribadisce l’impegno per una gestione del patrimonio storico responsabile, trasparente e cooperativa, definendo il gesto come un segnale simbolico che non chiude un percorso, ma inaugura una collaborazione più ampia con le autorità siciliane, i ricercatori e i musei sul fronte degli studi di provenienza. La cerimonia, svoltasi all’Università di Amsterdam, ha visto la presenza dell’assessore Scarpinato con il direttore del Dipartimento dei Beni culturali, Mario La Rocca; del comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, tenente Vincenzo De Felice; del direttore della Biblioteca d’ateneo, Carlos Reijnen; dell’ambasciatore per la Cooperazione culturale internazionale, Daniel Stork; dell’ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi, Augusto Massari; e di Rogier Kalkers, responsabile della ricerca sulla provenienza delle collezioni archeologiche dell’Allard Pierson.

Il reperto, entrato nella raccolta del museo olandese nel 1997, fu presentato dal venditore come appartenente a una collezione privata svizzera formata prima del 1970, anno della Convenzione Unesco contro l’importazione, l’esportazione e il trasferimento illeciti di beni culturali. All’atto dell’acquisto, però, non furono esibite licenze di esportazione né documentazione ulteriore sulla provenienza. All’epoca, nei Paesi Bassi acquisti con tracciabilità incompleta non erano inusuali e non configuravano illecito, mentre in Italia vigeva – e vige tuttora – un rigoroso divieto di scavo ed esportazione di materiali archeologici senza esplicita autorizzazione statale. La svolta è arrivata nel 2017, quando le autorità siciliane hanno chiesto la restituzione del manufatto. Decisive alcune fotografie storiche del vaso, scattate prima del restauro e acquisite da SiciliAntica, l’associazione culturale di Centuripe: dalle immagini è emerso che l’oggetto non apparteneva a un’“antica collezione” elvetica, ma verosimilmente proveniva da circuiti illeciti, ipotesi rafforzata dalla documentata presenza di scavi clandestini nelle tombe a camera dell’area. Sotto il profilo giuridico, la transazione originaria non violava la normativa locale: i Paesi Bassi hanno ratificato la Convenzione Unesco del 1970 solo nel 2009 (con attuazione confluita nel 2016 nella Legge sul patrimonio culturale), senza efficacia retroattiva, e non esisteva dunque un obbligo legale di restituzione.

Nonostante la piena regolarità formale secondo il diritto olandese, il museo ha scelto la via dell’etica, restituendo volontariamente la Pisside alla sua terra d’origine, dove sarà esposta in maniera permanente al Museo Regionale di Centuripe.