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Ragusa, al Parco Verde Bruscè una panchina vandalizzata

Cutrone: “Non si danneggia solo un arredo, si colpisce l'impegno di un'intera comunità”

08 Ottobre 2026, 01:07

01:10

Ragusa, al Parco Verde Bruscè una panchina vandalizzata

La panchina vandalizzata

Un gesto vandalico che va ben oltre il danneggiamento di una semplice panchina. È questo il messaggio lanciato da Nello Cutrone attraverso un post pubblicato sui social, in cui richiama l'attenzione sul valore sociale e civico dell'esperienza nata attorno al Parco Verde Bruscè di Ragusa.

Al centro della riflessione c'è il percorso iniziato con la realizzazione del Parco Alessandro Licitra, inaugurato il 21 dicembre 2024 in memoria di un giovane scomparso prematuramente. Un progetto nato dalla volontà della famiglia di mantenere vivo il suo ricordo attraverso la creazione e la cura di uno spazio verde realizzato su un'area comunale, grazie al contributo diretto di cittadini e volontari.

Nel tempo, quell'area è diventata un luogo di aggregazione e un punto di riferimento per numerose famiglie. Eventi, iniziative sociali e attività all'aperto hanno contribuito a fare del parco un piccolo patrimonio condiviso del quartiere.

Da quell'esperienza, ricorda Cutrone, è maturata anche l'idea di coinvolgere sempre più residenti nella tutela e nella valorizzazione del verde pubblico. Così, nel 2026, è nata l'Associazione Parco Verde Bruscè, con l'obiettivo di riunire cittadini disponibili a dedicare parte del proprio tempo alla cura degli spazi comuni e al miglioramento del quartiere.

Si tratta di un progetto nato dal basso, senza attendere interventi esterni, ma facendo leva sul senso civico e sulla partecipazione attiva della comunità.

Proprio per questo motivo, la distruzione di una panchina assume un significato che va oltre il danno materiale.

«Non si rompe soltanto una panchina», osserva Cutrone. «Si danneggia qualcosa che nasce dall'impegno di una famiglia, dal lavoro volontario di tanti residenti e dalla volontà di rendere migliore un pezzo della nostra città».

Nel suo intervento, l'esponente di Ragusa Città Aperta richiama inoltre al rispetto dei beni comuni, sottolineando come gli spazi pubblici appartengano a tutti e debbano essere tutelati nell'interesse dell'intera collettività.

La panchina potrà essere riparata, ma l'auspicio è che episodi del genere possano diventare occasione di riflessione su una diversa cultura della cittadinanza e del rispetto.

«Oggi qualcuno distrugge una panchina forse per una bravata o per superficialità. Domani potrebbe essere proprio quella stessa persona ad avere bisogno di quello spazio, di quel parco, di quel luogo di incontro. La panchina si aggiusta. Sarebbe bello riuscire ad aggiustare anche un po' il modo di pensare».

Un invito che guarda oltre l'episodio specifico e che rilancia il valore dell'impegno civico come strumento di crescita e di cura della città.