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Cronaca

Vittoria, la mappa del potere criminale dietro la droga

La nuova inchiesta di Giuseppe Bascietto ricostruisce alleanze, forniture e controllo del territorio

11 Ottobre 2026, 19:04

19:10

Vittoria, la mappa del potere criminale dietro la droga

I protagonisti dell'inchiesta

Dalla figura di Denny Lalollari ai rapporti con la componente albanese, passando per gli equilibri tra gruppi locali, piazze di spaccio e presunte richieste estorsive ai commercianti. La quinta puntata dell'inchiesta del giornalista Giuseppe Bascietto prova a decifrare i nuovi assetti criminali maturati nel territorio tra Vittoria, Comiso, Santa Croce Camerina e Gela.

Non è il racconto di un singolo personaggio, né soltanto la cronaca di vicende giudiziarie già emerse negli anni. La nuova indagine firmata dal giornalista d'inchiesta Giuseppe Bascietto tenta piuttosto di ricostruire le relazioni, gli interessi e i meccanismi che, secondo la ricostruzione proposta, avrebbero contribuito a modellare gli equilibri criminali nel territorio ibleo negli ultimi anni.

Al centro della quinta puntata dell'approfondimento c'è la figura di Denny Lalollari, individuato come uno dei soggetti chiave per comprendere l'evoluzione dei rapporti tra la componente albanese attiva nel traffico di stupefacenti e i gruppi radicati sul territorio vittoriese. La domanda da cui prende le mosse l'analisi è precisa: perché Luzim Ndreu, noto come "u Tistuni", avrebbe scelto proprio Lalollari come riferimento esterno durante il periodo di detenzione?

Per rispondere, Bascietto riavvolge il nastro fino al biennio 2017-2018, molto prima degli arresti del febbraio 2019 nel casolare sorto lungo il confine tra Vittoria e Gela. Secondo la ricostruzione proposta, Lalollari non sarebbe emerso improvvisamente all'interno dei traffici di droga, ma avrebbe costruito nel tempo una rete di relazioni, contatti e conoscenze utili a muoversi all'interno di ambienti criminali differenti.

L'inchiesta richiama una serie di vicende che lo hanno visto comparire in diverse attività investigative. Tra queste, un episodio avvenuto a Comiso nel maggio 2018, nel quale gli sarebbero state attribuite presunte minacce e un'aggressione ai danni di un uomo, e successivamente un'inchiesta sullo sfruttamento di lavoratori stranieri che portò al suo arresto. Circostanze che, secondo l'analisi giornalistica, delineerebbero già un profilo caratterizzato da una certa familiarità con la violenza e dalla capacità di inserirsi in contesti diversi.

L'elemento che emerge con maggiore forza è però un altro: la centralità delle relazioni. Bascietto descrive infatti un sistema nel quale il controllo del territorio e la disponibilità della droga rappresentano due risorse differenti ma complementari. Da una parte i gruppi locali, capaci di gestire piazze di spaccio, rapporti e distribuzione. Dall'altra la componente albanese, forte dei canali di approvvigionamento e delle forniture di cocaina.

Secondo la ricostruzione proposta, sarebbe stato proprio l'incontro tra queste due funzioni a determinare la nascita di un equilibrio basato sulla reciproca convenienza. I gruppi vittoriesi avrebbero garantito la distribuzione della sostanza sul territorio, mentre i canali albanesi avrebbero assicurato l'arrivo della merce e il credito necessario ad alimentare il mercato.

La puntata dedica ampio spazio anche agli sviluppi più recenti. L'indagine torna infatti all'estate del 2026 e ai fatti verificatisi all'interno del locale "La Lucciola", episodio che, secondo l'autore, avrebbe reso visibili dinamiche e rapporti normalmente destinati a rimanere nell'ombra. Uno scontro che, sempre secondo la ricostruzione proposta, sarebbe andato oltre la semplice contrapposizione tra gruppi rivali, finendo per toccare interessi collegati all'intera filiera dello stupefacente.

Un ulteriore capitolo riguarda invece via Cavour, una delle principali arterie commerciali di Vittoria. Qui l'inchiesta riferisce di informazioni raccolte sul territorio secondo cui alcuni soggetti riconducibili agli ambienti criminali locali avrebbero effettuato visite ripetute ad attività commerciali chiedendo denaro agli esercenti. Circostanze che, allo stato, vengono riportate come elementi dell'attività giornalistica e investigativa richiamata da Bascietto e che contribuiscono a delineare il quadro di pressione e controllo raccontato nell'approfondimento.

La conclusione dell'analisi è forse il passaggio più significativo. Secondo Bascietto, il territorio non sarebbe oggi dominato da un unico gruppo o da una sola figura criminale, ma da un sistema articolato nel quale il potere viene diviso tra chi controlla le forniture, chi gestisce il territorio e chi amministra concretamente gli affari. Un equilibrio mutevole, fatto di alleanze, convenienze e rapporti di forza in continua evoluzione.

L'obiettivo dichiarato dell'inchiesta non è soltanto raccontare episodi di cronaca, ma provare a leggere il funzionamento di un sistema economico criminale capace di adattarsi nel tempo, modificare i propri assetti e redistribuire ruoli e funzioni. Una chiave di lettura che, nelle intenzioni dell'autore, serve a comprendere meglio i movimenti sotterranei che continuano a influenzare alcune dinamiche del territorio tra Vittoria, Gela e l'intera fascia meridionale della provincia di Ragusa.

La sesta puntata, annuncia Bascietto, proverà a spingersi ancora più a fondo, seguendo la filiera del denaro e dei canali di approvvigionamento per capire dove si incontrino realmente il controllo delle piazze di spaccio e la disponibilità della cocaina.